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Convegno
sulla Sicurezza pag.1
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CONVEGNO
30 SETTEMBRE 2000
Per una migliore
Sicurezza, giustizia e legalità
Nel nostro Paese
ORGANIZZAZIONE: API - Associazione Poliziotti Italiani
In collaborazione con: SAPP - Sindacato Autonomo Pensionati di Polizia
ACS -Associazione Cittadini per la Sicurezza
LIstituto di Psicologia Clinica della Facoltà di Medicina dellUniv. Di Milano
Resoconto della relazione del Sen. Antonio di Pietro (resoconto non stenografico e quindi talora incompleto e non letterale, a cura di Regaldo Giovanni).
Sen. Antonio Di Pietro
" Milano: terra di mafia ! "
Nel 1991 in questa stessa sala del Circolo della Stampa di Milano veniva da me rivelato il consolidarsi di un intreccio perverso tra malaffare e politica, era linizio di Tangentopoli. Oggi un altro magistrato (Marco Maria Alma Procura Distrettuale Antimafia) che lavora a Milano ha detto unaltra cosa importantissima: "Milano è terra di mafia". Oggi si deve lottare contro la mafia come dieci anni fa si lottava contro il malaffare. Oggi abbiamo una Milano paramafiosa. Oggi abbiamo un politico della Regione agli arresti per questi motivi. Oggi si fanno provvedimenti legislativi che favoriscono limpunità e la non giustizia. Citando Ralf Darendorfh: "una classe politica non può chiedere ai cittadini comportamenti migliori di quelli che essa stessa attua. La sensazione che ha il cittadino è che il delitto paga, che si rimane impuniti e conviene commettere reati.
Mi accusano di essere un ex poliziotto! E allora?! Quasi che fosse motivo di vergogna!
Il circuito virtuoso dellinchiesta di Mani Pulite si è fermato quando da Milano si è allargato alla realtà calabrese e siciliana, allora si è bloccato tutto perché noi magistrati abbiamo dovuto impegnarci non più a portare avanti linchiesta ma a tutelare noi stessi da tutte le accuse che ci venivano mosse. LUlivo ha fatto nel campo della Giustizia molte cose che non andavano fatte. Non andava applicato il principio della rincorsa continua allemergenza nellattività legislativa. I provvedimenti dovevano essere coordinati in un quadro generale e coerente.Quando accettai di candidarmi nellUlivo avevo letto il programma sulla Giustizia del Polo e quello dellUlivo. Ognuno aveva un suo diverso programma. Scelsi lUlivo.Guardate, oggi, le leggi realizzate dallUlivo: è esattamente il programma che era del Polo!!! Non si deve porre sullo stesso piano delinquenti e magistrati. Certo anche un Magistrato sbaglia ma questo non inficia il ruolo istituzionale di tutta la categoria. Va sanzionato lerrore o la responsabilità del singolo magistrato. Articolo 513: tutto ciò che è stato detto e confessato in presenza dei magistrati, perde ogni valore probatorio. Ci sono stati persino casi in cui si è dovuto restituire agli imputati soldi che avevano confessato essere di provenienza illecita!! Oggi cè un processo monco che non può accertare la verità. Ben vengano le garanzie per limputato, ma si deve garantire laccertamento della verità.
I poliziotti rischiano la pelle per fare il loro dovere, ci deve essere una presunzione di veridicità a favore dei poliziotti e non come oggi una presunzione di colpevolezza, non si deve mettere sullo stesso piano delinquente e poliziotto.
È giusto che ci sia la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, ma qui hanno cambiato le regole della giustizia durante le inchieste e i processi, rendendo vano il lavoro fatto e le prove acquisite. Come se durante una partita di calcio cambiassero improvvisamente le regole del gioco e, chi in base alle regole precedenti stava vincendo, scoprisse che invece ha perso!
Ci sono politici che vanno in giro a fare proclami di "tolleranza zero" con i delinquenti che sono in giro e poi invocano lindulto e lamnistia per i delinquenti che sono dentro! Oltretutto creano aspettative e tensioni che poi vanno deluse e sfociano in scioperi e rivolte. Queste tensioni fanno del male ai carcerati e alle guardie carcerarie. La vogliono o no lamnistia? E allora spieghino perché la vogliono. La certezza della pena è venuta a mancare in Italia I poliziotti portano dentro le stesse persone tutti i giorni, perché sono subito fuori a ripetere gli stessi reati, a furia di arrestare tutti i giorni le stesse persone, quasi, alla fine, sono costretti a farci amicizia.
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