Convegno sulla Sicurezza pag.2
Convegno sulla Sicurezza pag.1
Convegni e Dibattiti

C’è un atteggiamento schizofrenico verso la popolazione carceraria. Se li mettiamo fuori senza che abbiano una possibilità di sostentamento e di cambiare vita, non possono far altro che reiterare i reati per cui sono finiti in carcere e ritornare inesorabilmente dentro entro 5-6 mesi. Siamo di fronte ad un falso garantismo. Noi dobbiamo fermare l’illegalità da qualunque parte venga, destra o sinistra, non fa differenza. Ormai c’è il vezzo di dire sempre che le indagini sono "un attacco politico" quando toccano i politici. Anche Rutelli ha usato lo stesso linguaggio. Nessuno è disposto a mettersi a disposizione della giustizia, io mi sono messo a disposizione della giustizia; certo per farlo...bisogna sapere di essere innocenti! Articolo 68: le norme della legge tutelano indebitamente i politici, che sfuggono alle indagini. Spesso è stato negato l’arresto con i voti del centrosinistra. Polo e Ulivo si comportano allo stesso modo. Si deve battere non Berlusconi, ma l’illegalità. C’è un tavolo dell’illegalità trasversale a tutti gli schieramenti.

C’è una continua denigrazione del sistema giustizia, il poliziotto è stato messo sullo stesso piano della criminalità. Si chiede che tornino sulla strada, per capire la criminalità, ma se devono mischiarsi e infiltrarsi alla criminalità stessa, ci deve essere una tutela se si espongono! Non si può perseguire i poliziotti perché li vedono insieme ai ladri. Arrivano lettere anonime: "quel poliziotto frequenta gente di malaffare…" e con poco si mette in difficoltà un agente. Va a finire che in polizia come in magistratura fa carriera chi non fa nulla, non si espone per avere vita tranquilla…

Non si deve distinguere tra destra e sinistra, ma tra chi ha fatto il suo dovere e chi ci ha marciato! Si è creata nel Paese una minore solidarietà. C’è meno fiducia della Giustizia, meno cittadini hanno la forza di venire a denunciare reati o ingiustizie. Una volta c’era la fila delle persone che venivano a fare denuncie, oggi non c’è più. C’era solidarietà tra cittadini e giustizia, tra cittadini e istituzioni. Ormai c’è sfiducia, non ci si vuole più esporre: se uno è un imprenditore rischia di perdere gli appalti, se è un dipendente rischia di perdere il posto, se è un mafioso pentito rischia di essere ammazzato. Così si è abbassato il livello di democrazia nel paese. Occorre dare risorse finanziarie, ci vogliono i soldi. La priorità delle priorità è la legalità.Se non si ristabilisce la legalità salta tutto: anche nell’economia.Ci sono ricadute deleterie sulla trasparenza delle privatizzazioni, sulla libera concorrenza, sulla tutela dei consumatori, si va verso lo sfruttamento della gente per l’arricchimento di pochi. Le convenzioni internazionali vanno potenziate e utilizzate. Nel Parlamento italiano non vengono nemmeno messe in discussione o all’ordine del giorno. Noi magistrati fummo addirittura inquisiti con l’accusa di aver attentato alla Costituzione, per aver elaborato una proposta di legge sulla lotta alla corruzione. Come se i politici dovendo fare una legge sul trapianto d’organi si rifiutassero di sentire il parere dei medici. È assurdo! È necessario reprimere il trafffico dei clandestini nei paese d’origine, occorrono norme internazionali, fatte rispettare, non si può sparare su donne e bambini, né si può perdere tempo con la farsa dei fogli di via. Dieci volte su dieci l’obbligo del foglio di via non viene rispettato e chi è stato fermato in una zona ricompare dopo quindici giorni in un’altra. È come se si desse a un condannato alla pena capitale un foglio in base al quale è tenuto a impiccarsi da solo. Non ottempererà mai nessuno.

Occorre dare poteri diretti alle forze di polizia, l’ufficiale di polizia deve diventare soggetto autonomo in grado di prendere decisioni.

Ci sono reati che si perseguono meglio, non con il codice penale (spesso farraginoso), ma con sanzioni mirate in relazione al tipo di reato. Il famoso "Pacchetto sicurezza" non è ancora stato emanato dal Governo, c’è una commistione di interessi fra opposizione e maggioranza. Ognuno porta avanti le sue istanze. Non è all’ordine del giorno, infatti, perché non ci sarebbe una maggioranza disposta a farlo passare. La "piccola delinquenza", ha avuto un’escalation, non è più "piccola delinquenza" deve andare in galera, deve esserci la certezza della pena. Se no prima o poi ci scappa il morto. O lo si recupera socialmente o va in galera.

Sono a favore di un coordinamento, di una sintesi delle forze di polizia, anche se è giusto mantenere le peculiarità e identità storiche, ma a livello operativo ci vuole il coordinamento.

Occorre educare alla legalità nelle scuole. Occorre dare riferimenti di solidarietà, di rispetto. Questi giovani vengono educati ad ammirare l’apparenza, l’opulenza l’artefatto, l’effimero. Quale esempio si da ai giovani, quale modello si propone loro quando per farsi propaganda certi personaggi truccano le fotografie, togliendo le rughe e facendo "ricrescere" i capelli. Quali valori proponiamo loro in questo modo?

Bisogna dare credito alla parola dei poliziotti.

I cittadini devono essere portati a compiere il proprio dovere segnalando e testimoniando le situazioni sospette o i reati. I cittadini non devono solo lamentarsi ma devono collaborare senza nascondersi nell’anonimato. Se lo fanno in tanti, scompare la paura, diventa la normalità. I cittadini devono sentire il dovere morale di avvicinarsi alle istituzioni.

Il sistema dei partiti ha interesse a far apparire i poliziotti una parte qualunque della società, non sono gente qualunque, ci si deve affidare alle forze dell’ordine. Poliziotti, carabinieri e magistrati sia quando sono in servizio che quando non lo sono, devono essere considerati una istituzione dello Stato: stiamogli vicino e aiutiamoli!

Queste note non sono state registrate né stenografate e sono quindi suscettibili di errori e sicuramente di incompletezze.

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