“La politica è l’arte di impedire alla gente di impicciarsi di ciò che la riguarda” (Paul Valéry)

   

O Mi Le Gi S

 

Giustizia e legalità: dalla “Destra” si allungano ombre “Sinistre”

Polo e Ulivo: due facce della stessa medaglia?

 

Pool Mani Pulite

 

“Neanche Craxi osò fare tanto” ­ Giustizia, il pool attacca il governo. “E c’è il rischio prescrizione” Francesco Greco, la mente finanziaria del pool, riassume il concetto in termini forse brutali ma efficaci: Non staremo a piangere se il governo della sinistra fa quello che neppure Craxi aveva tentato di fare”…Mussi Pds: “Compiango quelli che parlano come Greco”. Folena Pds: “Penso che il pm Greco non sia al corrente della situazione politica italiana”. Pisapia, Rifondazione, presidente della commissione giustizia della Camera:”Dichiarazioni così generiche rischiano di far emergere la voglia qualunquista di giustizialismo” (la Repubblica ven. 16/5/1997, pag.18)

 

La sinistra? Molto peggio di Craxi ­ siluro del pm Greco: “Sulla giustizia fa quello che il garofano non aveva tentato” ­ “Il problema di Mani Pulite è che ancora non abbiamo trovato il tesoro di Tangentopoli”…A giudizio di Francesco Greco “l’opacità, il mancato disvelamento di fatti fondamentali che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni della vita del paese, rendono opaca anche la democrazia, perché incombono su di essa…I fondi neri erano ormai dati contabili…la soluzione proposta è stata quella di depenalizzare il falso in bilancio. Come dire se la falda d’acqua è inquinata alziamo il livello di sopportabilità della atrazina…”….Spataro…anche la lotta alla mafia rischia di subire un forte rallentamento, soprattutto per le ipotesi di modifica della legislazione sui “pentiti”. La Padania  venerdì 16/5/1997

 

Fuga dei pm, dopo Milano rischia di “svuotarsi” anche la procura di Palermo ­

“Siamo demotivati, difficile fare un’inchiesta” ­ “Vi chiedete perché 35 pm milanesi chiedono di lasciare la procura? Per quanto mi riguarda, la risposta è tristemente semplice: perché siamo demotivati. Con le leggi che abbiamo, nemmeno chi lavora giorno e notte riesce più a fare un’inchiesta seria…siamo diventati dei trita-carte. Marco Maria Alma, magistrato a Milano dall’89, da 5 anni in forza all’Antimafia, è uno dei 35 sostituti che hanno fatto domanda di abbandonare la toga dell’accusa…non poterne più di una situazione che continua a peggiorare: E che costringe a lavorare male anche chi ama questo lavoro…La legge Carotti ­ semplifica Alma ­ ha introdotto una moltitudine di adempimenti formali, che ci trasformano in burocrati …Si parla tanto di Procure politicizzate, si continua a indebolire il ruolo dell’accusa, ma alla fine a pagare è la giustizia:

le vittime dei reati sono sempre più sfiduciate” Alma è il pm del processo Wall Street: 80 imputati di mafia e omicidi, 450 mila pagine di atti per un risultato beffa:..”Tra una riforma e l’altra dell’articolo 513, il processo è durato dal 6 marzo ’96 al 17 aprile ’98. La sentenza ha inflitto decine di ergastoli, ma tutti i condannati senza altre pendenze sono tornati liberi per scadenza dei termini”…Morale: “Entrando in procura, mi ero ripromesso di mandare in galera i farabutti e far assolvere gli innocenti. Ma oggi fare il pm significa solo macinare carta” Corriere della Sera, 10/5/2000, pag.3

 

Gherardo Colombo: “Mani pulite, grandi inchieste addio” ­   “…molto francamente penso che il periodo delle grandi inchieste sulla corruzione sia chiuso”…”Sul piano internazionale, la cooperazione tra uffici giudiziari funziona malissimo. Abbiamo spedito oltre 600 rogatorie in 32 Paesi : Il tasso delle risposte è di circa un terzo rispetto alle domande.” Corriere della Sera 14/8/1999, pag. 3

 

La sinistra insorge contro D’Ambrosio ­ Basta una frase: “E’ vero, tutti i partiti hanno preso i soldi”. Più un’aggiunta: “Si è visto che aveva ragione Craxi”. Se a dirle è uno dei protagonisti della stagione di Mani Pulite, Gerardo D’Ambrosio, che lavorava con Borrelli e oggi è a capo della Procura di Milano…i Ds… queste sono frasi “fuori dalla storia”…

Corriere della Sera, 2°/10/99, pag. 5

 

D’Ambrosio: a rischio tutti i nostri processi - …la voglia di chiudere la partita con Mani pulite, denuncia, ha partorito un nuovo ‘mostro’. Il Senato ha varato settimana scorsa una legge che, se verrà confermata alla Camera, porterà “ad un colpo di spugna di fatto”. Per i Processi di Mani pulite la prescrizione diverrà quasi inevitabile…relatore della nuova legge è stato Guido Calvi senatore del Pds… (la Repubblica mercoledì, 7 maggio 1997, pag.5)

 

Di Pietro: Ci hanno preso in giro il colpo di spugna arriverà. “In Parlamento in poco tempo sono state presentate e sono in discussione tre diverse proposte di legge, apparentemente disgiunte una dall’altra ma che invece, se dovessero essere approvate tutte e tre insieme, provocherebbero (oltre che un danno alla giustizia che singolarmente provocherebbero) anche come effetto moltiplicatore, la beffa di azzerare tutto quello che di buono è stato fatto finora con l’inchiesta Mani Pulite.”  Oggi 2 luglio 1997

 

Di Pietro: sconfitta la giustizia - …La Loggia ha parlato di assoluzione da un’”ignominiosa accusa che lo colpì quando era presidente del Consiglio”; Di Pietro che quell’accusa ha sostenuto da pm ha subito replicato precisando “che per le accuse di tre verifiche fiscali è stato dichiarato prescritto. La parola “assolto”, rispetto a “prescrizione” è cosa diversa e vuol dire una cosa diversa, tanto per chiarire…”Non è certo una sconfitta del Pool di Milano, se mai è una sconfitta per la giustizia perché in questi anni si è guardato troppo alle norme per i giusti diritti dell’imputato e troppo poco alle norme che consentano ai processi di arrivare in tempo all’obbiettivo dell’accertamento della verità” Corriere della Sera 10/5/2000

 

Entro pochi mesi sarà impossibile indagare” - Boccassini contro la direttiva Napolitano sui corpi speciali: il governo realizza i progetti della destra....Napolitano- con l’annientamento dei nuclei specializzati- ...così si spegnerà alla fine di aprile ogni strategia unitaria per affrontare il crimine organizzato....E’ davvero curioso poi che quello che era poi nei progetti del centro-destra, viene deciso oggi dal centro sinistra...quel che si attua oggi, con una semplice direttiva ministeriale, è quanto si è letto in un documento sequestrato durante le indagini di Mani Pulite...stanno sottraendo ai pm gli strumenti effettivi dell’azione penale, la possibilità concreta di fare indagini...L’elenco è lungo. Sarò essenziale. Il 513. La smobilitazione, le dicevo, di Pianosa e Asinara. L’attenuazione del rigore della carcerazione da 41 bis. L’abolizione di reati come il falso in bilancio già in discussione in parlamento (provvedimento poi non approvato n.d.r.). Lo scioglimento dei nuclei speciali di investigazione. Le norme di tutela della privacy....Quel che ieri si otteneva in pochi minuti, lo si ottiene ora in quindici- trenta giorni. (Corriere della Sera, 6/4/’98, pag. 3)

 

Il Giusto processo entra nella Costituzione ­ D’Ambrosio: legge pericolosa e oscura, è la fine di Mani pulite   Corriere della Sera 11/11/1999, pag. 3

 

Giusto processo: D’Ambrosio critica Diliberto ­ Reati minori via libera alla depenalizzazione

Oliviero Di liberto…”L’impianto riformatore del centrosinistra sulla giustizia è a compimento. Un risultato. Un risultato ottenuto con il concorso di una maggioranza più coesa che in passato, ma anche con il confronto con l’opposizione…E di giusto processo…Gerardo D’Ambrosio torna ad esempio a ribadire che esiste il rischio concreto di una paralisi della giustizia “E’ probabile che gli avvocati ne approfittino per sollevare eccezioni di legittimità e rinviare i processi” Di liberto gli risponde a stretto giro di posta. “Solo alcuni magistrati hanno espresso riserve. In verità non mi sembrano numerosi, visto che i magistrati italiani sono quasi 9 mila…Mario Cicala, neopresidente dell’Anm…:”Il rischio di paralisi c’è, ma siamo certi che  Parlamento e Governo provvederanno attraverso le norme di adeguamento della legislazione ordinaria ai nuovi principi costituzionali”.

Alcuni reati che passano dal codice penale al codice civile, punibili col pagamento di una multa: Emissione di assegni a vuoto, guida senza patente, contrabbando (escluso tabacco) ecc.

Alcuni reati che saranno punibili con pene alternative: rifiuto di fornire le proprie generalità, gioco d’azzardo ecc.

Non sono più reato: mendicità (chiedere l’elemosina), oltraggio a pubblico ufficiale ecc.

Il pm Davigo si scaglia anche contro “l’abitudine esasperata alla clemenza” del tribunale di Milano

Corriere della Sera 13/11/99, pag.19

 

Davigo: c’è rischio di vendetta se non si amministra la giustizia -  “La repressione inadeguata dei delitti” e l’insufficiente attenzione alle vittime sono le cause della “ribellione” dei cittadini contro la criminalità. Corriere della Sera 24/2/1999, pag.15

 

Crimine, l’allarme di D’Ambrosio : se lo Stato non garantisce protezione, la gente si arma per difendersi Corriere della Sera, 17/9/1999, pag.1

 

D’Ambrosio: la corruzione continua ­ L’accusa del procuratore dopo l’arresto del consigliere provinciale. Cautela di Forza Italia Corriere della Sera 3/3/2001, pag. 51

 

Colombo: il penale non funzionerà ­ Il giusto processo fa discutere - …Gherardo Colombo carica a testa bassa, nella scia del suo capo, Gerardo D’Ambrosio: “La previsione ragionevole è che il processo penale, che somiglia sempre di più a un gioco dell’oca, nel giro di pochissimo non funzionerà più. Il processo penale già non funziona per i reati dei quali mi debbo occupare, quelli contro la pubblica amministrazione, come corruzione e concussione: per le nostre indagini, cominciate nel ’92, la soluzione prevedibile è quella della prescrizione. Da tempo, per motivi culturali, si considera del tutto occasionale la tutela della società. E assoluta l’esigenza di moltiplicare le garanzie per l’indagato” Corriere della Sera 14/11/’99, pag. 8

 

Borrelli: ”Ladri di polli liberi? La colpa non è dei magistrati” …evidente in capienza dell’edilizia carceraria rispetto alle legioni dei delinquenti…contesto normativo schizoide che aduna penalizzazioni assurde, pene spropositate, insensati meccanismi riduttivi, procedure da paralisi, insensate utopie di decarcerazione…A parte il fatto che fino ad ora i furti in appartamento, gli scippi, le ricettazioni, le truffe competevano a uffici diversi da quelli che si occupavano di terrorismo, mafia o corruzione…Stupisce…sottovalutare l’emergenza della corruzione, quando a livello europeo ­ da anni ­si sono moltiplicate le intese, gli accordi, le raccomandazioni, gli scambi di esperienze proprio su quel tema…Purtroppo forse lo ignorano anche i nostri legislatori, che non hanno ancora ratificato nessuno di quegli accordi. Corriere della Sera 22/9/1999, pag.2

 

Borrelli: corruzione, politici inerti - …inaugurazione dell’anno giudiziario 2000…si dice “perplesso” sulla stessa definizione di “giudice unico” ; riforma che rallenterà ancora la giustizia. “Indispensabile”, invece, sarebbe “una riforma della prescrizione”, per disincentivare “strategie dilatorie”…”volgarmente falsa” è poi la tesi “interessata” che la magistratura sia “indiferrente alla criminalità di strada  perché ideologicamente occupata a perseguire i colletti bianchi”…”fino a giugno la microcriminalità era di competenza pretoriale”, cioè non del pool…Il problema di fondo secondo Borrelli, è che il sistema processuale “oscilla storicamente come un pendolo”, tra le esigenze opposte di “difesa sociale” e di “libertà personale”, e sempre con “prezzi da pagare a carico della collettività o dell’individuo”  . E “se oggi il pendolo è verso la decarcerazione i giudici non possono che adeguarsi”: “E’ evidente che le limitazioni strettissime alla custodia in carcere, la durata dei processi, la possibilità di sospensione delle pene…provocano e provocheranno la svalutazione dello strumento repressivo e quindi situazioni di franchigia per il delitto”. Insomma, più garantismo significa meno sicurezza. E’ la scelta del legislatore”. Ritorto sui politici l’allarme sicurezza, Borrelli denuncia le due vere “emergenze”: “i criminali kosovaro-albanesi”, che stanno diventando diventando una nuova “mafia”; e la proliferazione di droghe chimiche”, aggravate dalle lacune della legge.  Ancora più sentito il suo jaccuse su Tangentopoli …in verità “fatti di corruzione e di mala gestione fioriscono fino ai giorni nostri”… Corriere della Sera 16/1/2000, pag.9

 

Borrelli: tocca ai politici fare un passo avanti ­ “Sarebbe immorale chiedere alla magistratura di fare un passo indietro: significherebbe voler dare spazio libero alla commissione di reati. Sono invece il primo ad augurarmi che sia invece la politica a fare non uno, ma tre o quattro passi avanti, per rimuovere le cause che hanno reso possibile una corruzione così diffusa e così sistematica” Corriere della Sera 21/12/97

 

Borrelli: è il nuovo processo penale, così la legge non è uguale per tutti ­ “…un imputato che non può permettersi avvocati scrupolosi, di fatto non affronta l’accusa su un piano di parità. In questo modo non tutti sono uguali davanti alla legge” Corriere della Sera, 3/3/99, pag.13

 

La legge è uguale per tutti gli straccioni.

(Carlo Dossi ­ fine ottocento inizio novecento)

 

D’Ambrosio: giustizia su due binari, in cella finiscono solo i poveracci ­ “…Qui a Milano…funziona speditamente la giustizia dei processi per direttissima, che però è la giustizia dei poveracci colti in flagranza di reato…Ma è sull’altro binario, quello dei processi a imputati a piede libero che può perdersi l’effetto del nostro lavoro” Settemila condanne restano ineseguite: “In parte concorrono fattori contingenti: come l’arretrato creatosi quando, in forza della Legge Simeoni-Saraceni, si è dovuto prima annullare gli ordini di carcerazione già emessi e poi riemetterli….Tre interventi. Contemporanei. “Potenziare i tribunali di sorveglianza, perché possano decidere in tempi finalmente brevi le richieste di misure alternative. Ma nel contempo potenziare sia le carceri….sia i servizi sociali.  Corriere della Sera, 4/11/2000, pag.15

 

D’Ambrosio: dai politici promesse non mantenute ­ “Me li ricordo i discorsi di un anno fa, quando a Milano si gridava all’emergenza criminalità per i nove omicidi in nove giorni: tutti i partiti dicevano che era ora di intervenire sul tema della certezza della pena, grandi dibattiti, annunci di iniziative in Parlamento. Risultato? Questo tema è stato abbandonato…Evidentemente non ci sono personale né soldi per costruire nuove carceri…” Corriere della Sera 7/2/2000, pag. 7

 

Allarme corruzione. Anm e Di Pietro con D’Ambrosio ­ I magistrati: le leggi ci paralizzano, i colpevoli non pagano. L’ex pm: una vergogna l’oblio su Tangentopoli

“D’Ambrosio ha ragione: invece di fare leggi contro la corruzione, il Parlamento, in otto anni, ha approvato solo norme per rendere più difficili le indagini, i processi e le condanne”. L’amara denuncia del procuratore di Milano è stata sottoscritta , con le stesse parole, dai vertici dell’associazione magistrati e dall’ex pm che fu l’artefice di Mani Pulite…”In Germania ­ prosegue l’ex pm ­ solo da un paio di anni hanno accertato finanziamenti illeciti ai partiti. E il primo atto del Parlamento è stato di chiedere i danni.Il Parlamento tedesco, insomma, si è costituito parte civile, mentre quello italiano ha esasperato garanzie del tutto pelose. Il risultato è che i processi o non si fanno o vengono annullati. Alla fine si arriva all’amnistia, alla prescrizione. E quelli che l’anno fatta franca hanno anche il coraggio di dire che i giudici sono assassini”  Corriere della Sera 18/2/2000, pag.17

 

Riforme della Giustizia, critiche

 

L’allarme di Cordova: così salvano De Lorenzo ­ ‘Il Parlamento azzera i grandi processi” “Il 513? Altro che diritto alla difesa! Ai Politici interessa chiudere Tangentopoli” “…si andrebbe verso l’azzeramento dei processi in corso…Da quello che sappiamo, la gran parte della discussione si è concentrata non sulle nuove norme  ma su quella transitoria, che colpisce i processi già in fase avanzata  su Tangentopoli e sulla criminalità organizzata. Lascio a voi  ogni considerazione…” (la Repubblica ­ venerdì, 9 maggio 1997, pag.4)

 

Sansa: “Io sto dicendo una cosa gravissima, in questo momento, che qualcuno abbia introdotto a modo di garanzie, ostacoli, sapendo che erano ostacoli. Io credo per esempio che il famoso “Giusto processo” sia stato in buona parte determinato dalla volontà di creare dei privilegi e non l’uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge. E guardate che il giusto processo è stata una modifica della costituzione una delle pochissime modifiche fatte alla nostra bella costituzione dalla fine della guerra ad oggi. “

Convegno “Bisogno di legalità e necessità di giustizia” Alba 2!/10/2000

 

Il vicepresidente dell’Associazione Nazionale Magistrati - Giovanni Salvi: “Troppe le norme schizofreniche impossibili da applicare...Indispensabile modificare la legge Simeone. Non c’è alcun dubbio.” (Corriere della Sera, 20/9/’99, pag.2)

 

 

Più uno stato è corrotto e più fa leggi.

(Tacito ­ I secolo d.C.)

 

 

Vigna: il vero problema? Troppe leggi - …la macchina giustizia è in parte grippata anche perché il “profluvio di leggi che negli ultimi mesi si è abbattuto sui magistrati in qualche modo mette in crisi il principio costituzionale dell’efficacia del processo”. Il procuratore nazionale Antimafia Piero Luigi Vigna…”Parlerei prima di tutto dell’edilizia carceraria che non regge il passo con il numero dei detenuti attualmente obbligati a vivere in condizioni di sovraffollamento”…

Corriere della Sera, 19/7/2001, pag.16

 

Cicala: leggi permissive - …per Mario Cicala, dell’Associazione Nazionale Magistrati, per fermare la catena di delitti bisogna dire basta “ad una legislazione ultrapermissiva”…

Corriere della Sera, 14/11/2000, pag. 9

La divisione delle carriere

 

Davigo: folle ridimensionare i pm ­Magistratura democratica attacca “il partito azienda”, denunciando il tentativo di “comprimere il controllo di legalità e lo svolgimento stesso dei processi” 

Magistratura democratica denuncia la “mancanza di contestazioni politiche” alle “gravissime affermazioni” del capo dell’opposizione…Sotto accusa le dichiarazioni secondo cui “alcune procure sono più pericolose delle organizzazioni criminali”…Berlusconi ribatte di non aver “mai pronunciato la frase”…Vigna auspica anche un “emendamento governativo” all’articolo 513, per salvare i verbali dei pentiti “sottoposti a violenza o minaccia”…Piercamillo Davigo, che definisce “suicida” l’ipotesi di un “ridimensionamento del ruolo dei pm come traspare dalla bozza Boato”…

Corriere della Sera, 20/10/1997, pag.7

 

Di Pietro: evitato un delitto ­ Per l’ex pm lo sdoppiamento del Csm è una soluzione “ibrida” da correggere in aula: “Per fortuna non è stata votata la separazione delle carriere” ­

“Ieri ­ ha risposto Di Pietro ­ stavano per commettere una cosa ingiusta, quello che potrebbe essere definito un delitto tentato: la separazione delle carriere, i concorsi separati, l’elezione diretta del pm. Se fossero passate queste decisioni, si avrebbe avuta una consumazione del delitto”… la Repubblica 31/10/1997, pag. 8

 

Il “partito dei giudici” insorge contro Salvi ­ L’intervista al “Corriere” del capo dei senatori della Sinistra  democratica con le critiche a Borrelli genera incredulità nella maggioranza e diffidenza nel Polo ­ Bertoni: la frase sull’unicità delle carriere non è da lui, è intimidatoria alla Berlusconi…. ­

….Il ragionamento di Salvi è stato: “Se il comportamento dei pm non si ispira alla logica dell’imparzialità nell’apparire oltre che nell’essere, come direbbe Pertini, il problema della separazione delle carriere si porrà inevitabilmente e con più forza”…Bertoni, ex Presidente dell’Associazione nazionale magistrati, che aveva sostenuto: “Ci deve essere stato qualche fraintendimento, Salvi non può aver detto certe cose, non è nel suo stile…Quel passaggio sull’unicità delle carriere non è da lui, mi pare una frase intimidatoria alla Berlusconi: E’ lui che dice: se arrestate Previti non facciamo le riforme. Salvi è un uomo di alto livello civile, non direbbe mai frasi come queste”… Corriere della Sera 31/12/1997

 

Separazione delle carriere, magistrati in rivolta ­ Castelli [magistrato]: si rischia di tornare ad ossequiare il potere Corriere della Sera 4/2/2000, pag.5

 

Finanziamento illecito ai partiti

 

Finanziamento illecito, mezza sinistra insorge ­ L’emendamento che cancella il reato spacca la maggioranza. Il relatore (Sd): evitiamo scontri politici. Il Polo: ora ritocchiamo il falso in bilancio ­L’associazione magistrati: favoriti gli imputati  Corriere  della Sera 12/6/1997, pag. 15

 

Non passa il “colpo di spugna” ­ La Camera boccia la proposta di sanzionare solo con una multa il finanziamento illecito ai partiti ­ Il Pds si oppone, il Ppi si spacca, An tradisce Berlusconi ­ Pisanu furente: va abolita la legge sui soldi ai partiti ­ Zecchino (PPI) a favore “Basta con la logica del carcere” ­ Tremaglia (AN) contro “Questo è un colpo di spugna”

Forza Italia che litiga con An, “adesso con voi facciamo i conti”, visto che gli uomini di Fini hanno tradito in massa Berlusconi…Era reato e rimane reato, e non semplice illecito amministrativo come chiedeva con il suo emendamento il capogruppo ccd Giovanardi…Forza Italia, che tranne Taradash e qualche astenuto (Maiolo, Achille Serra) è tutta per la depenalizzazione…”Mostreranno la faccia dura ­ prevedeva lo stesso Giovanardi ­ ma sotto sotto faranno passare l’emendamento”. E metteva sotto il naso dei pidiessini un ordine del giorno del dicembre scorso, con tutti i capogruppo che si impegnanoad approvare la depenalizzazione…

 

Voto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AN

FI

PDS

PPI

LEGA

RINNOV:

CCD

RIF.COM

MISTO

SI

14

97

2

21

0

1

21

0

15

NO

46

1

124

21

44

9

0

26

12

Astensione

14

5

7

2

0

0

0

0

1

La Repubblica 26/6/1997, pag.5

 

Falso in bilancio

 

Falso in bilancio, esperti divisi ­ Giudicate inadeguate le sanzioni previste dall’articolo 10 della riforma societaria ­ Alessandro De Nicola, avvocato di diritto societario dello studio Ernest & Young, “…certo le sanzioni amministrative previste, per il reato che non sfoci nel penale, sono assolutamente inadeguate…” ­ Di Pietro: “Così si cancella Tangentopoli” …”nei giorni scorsi quasi alla chetichella, il governo Amato ha varato un disegno di legge…la riforma del diritto societario…Tutto bene dunque? Manco per niente. Ancora una volta il Governo si è fatto scudo di una giusta esigenza per “premiare” ingiustamente i “soliti noti” . L’obbiettivo dei “poteri forti”…trovare una via d’uscita indolore per gli incidenti giudiziari in cui sono incorsi e ­soprattutto- per evitare che in futuro qualche “capatosta”  possa ancora metterci le mani sopra…ancora una volta si sta cercando di cancellare per via legislativa, con un colpo di spugna, i reati di Tangentopoli…rendere più difficile  se non impossibile il loro accertamento…Amato….nel 1993, allorché ­ sempre come capo del Governo ma sotto l’influsso Craxiano ­ si adoperò durante l’inchiesta Mani Pulite per far emanare una legge di depenalizzazione dell’illecito finanziamento ai partiti (tentativo poi come noto abortito). Ora ci riprova…”falso in bilancio” (cioè proprio quel reato che quasi necessariamente commette chi, per finanziare illecitamente la politica o per corrompere pubblici ufficiali, abbisognava di procurarsi fondi “neri” e fuori bilancio)…

Il falso in bilancio secondo la nuova normativa, costituirà reato solo qualora “la condotta è idonea a trarre in inganno i destinatari” e solo nei casi in cui vengono esposti false comunicazioni sociali “intenzionalmente” Non basterà più, cioè, una conclamata falsità esistente nei bilanci per aversi reato. Il giudice dovrà dimostrare che tale falso sia stato fatto intenzionalmente. Cosa può fare un tribunale per dimostrarlo? Come si fa a fare un processo alle” intenzioni”? Di più. Per aversi reato, il falso” intenzionale” deve raggiungere il suo obbiettivo (i destinatari, cioè, devono essere stati effettivamente ingannati). Ma se i destinatari sono stati ingannati vuol dire che essi sono stati raggirati in modo talea non essersi accorti del sotterfugio: come possono, allora, lamentarsi del danno subito? E, qualora se ne accorgano, vuol dire che se avessero usato una maggiore diligenza, non sarebbero stati ingannati e quindi non vi sarebbe reato per mancanza di “idoneità dell’azione”. Come si vede la nuova norma apre varchi insperati per chi falsa o abbia falsato i bilanci…Di più ancor5a: è stata prevista la non sussistenza del reato nei casi in cui “Il falso riguarda somme di modesta entità”…molti imputati potranno appellarsi a tale parametro in rapporto al loro fatturato aziendale…

Tutto ciò spiace rimarcarlo, per il “concorso silente” della coalizione e dei ministri del centrosinistra che, ormai, si sono seduti alla corte di Amato nel tentativo di utilizzarlo in funzione anti-Polo  senza rendersi conto che, alla fine, vinca Berlusconi o vinca Amato sarà sempre la stessa cosa e a rimetterci saranno sempre le classi più deboli e gli interessi collettivi più indifesi.  Corriere della Sera 20/5/2000, pag. 13

 

Falso in bilancio ­ Sulla riforma Tremonti sonda il pool - …sondare il Pool sui capitoli più delicati della riforma, come il progettato limite della “rilevanza” del falso in percentuale al bilancio totale dell’azienda, che proprio il Pm Greco aveva bocciato con questa battuta: “E’ la modica quantità applicata ai fondi neri” Corriere della Sera 24/6/2000, pag. 17

 

Caso D’Ambrosio, è scontro tra Borrelli e il Guardasigilli ­ Scintille tra Francesco Saverio Borrelli e il ministro leghista Castelli sul caso D’Ambrosio. Il Procuratore generale di Milano giudica “improvvida” la degisione del Guardasigilli di avviare un’istruttoria a fini disciplinari contro D’Ambrosio, che aveva criticato la nuova legge sul falso in bilancio approvata di recente al Senato con i soli voti della Casa delle libertà (aveva detto il magistrato:”Quelle norme tolgono oggettivamente dai suoi guai il Presidente Berlusconi”)…Duro l’attacco del Procuratore generale di Milano che, oltre a dare “incondizionata “solidarietà” al collega D’Ambrosio, fa proprie le tesi di quest’ultimo sulla nuova normativa del falso in bilancio “Quell’iniziativa legislativa non risponde a interessi generali, bensì a interessi particolari facilmente individuabili e divergenti dagli standard democratici”…Di Pietro si chiede: “Dov’è lo scandalo? Gli avvocati di Berlusconi da mesi esprimono valutazioni sul falso in bilancio. Il problema vero è che esistono incompatibilità enormi tra i vari Pecorella e compagnia bella e gli incarichi che ricoprono”.

Corriere della Sera, 10/8/2001, pag. 12

 

Giusto processo

 

Giusto processo, allarme Csm sul decreto ­Polemiche incrociate dopo l’approvazione alla Camera della norma che estende le nuove regole anche ai dibattimenti già iniziati ­ “Testo peggiorato si rischia la paralisi dei provvedimenti in corso” ­ Un si al decreto legge del governo per l’applicazione ai processi in corso…arrivato a stragrande maggioranza …Armando Spataro (Movimento per la giustizia), …radicalmente negativo. “La nuova versione del decreto legge è addirittura peggiorativa di quella precedente, si rischia la paralisi di tutti i processi in corso, compresi quelli istruiti con il vecchio rito di procedura” a cominciare da quello per la strage di Ustica…il presidente della commissione riforma del Csm Margherita Cassano, di Magistratura indipendente…prevede una “situazione disastrosa”…”un rischio di paralisi immediato”…la Consulta sarà “subissata di eccezioni di legittimità”. La conseguenza sarebbe quella  di “rendere sempre più concreto il pericolo della prescrizione soprattutto per i processi di microcriminalità”…”Molti processi saranno compromessi ­ afferma Spataro ­ e soprattutto in quelli istruiti con il vecchio rito sarà ancora più difficile o impossibile integrare le prove” Corriere della Sera 10/2/2000, pag. 8

 

Di Pietro: maggioranza succube del Polo - …Maggioranza e opposizione si sono improvvisamente trovate d’accordo votando quasi all’unisono la normativa. Proprio questo continuo “sbracamento sulla giustizia della maggioranza alle “ragioni interessate e di parte”

di quelli del Polo mi induce a lanciare ancora una volta un grido d’allarme (che poi è solo l’ennesimo grido nel deserto)  sulla triste fine che stanno facendo i tanti procedimenti penali riguardanti i fatti di Tangentopoli. La questione, ricordiamola è la seguente: la nuova formulazione dell’art. 111 della Costituzione prevede che d’ora in poi chi accusa un’altra persona di un reato deve formulare (o riformulare) queste accuse pubblicamente in un’aula giudiziaria, davanti alla persona che accusa (e/o il suo avvocato) e deve altresì accettare di rispondere  anche alle domande e alle contestazioni che gli potrebbe rivolgere la persona che lui ha accusato. Fin qui “nulla questio” [nessun problema] : è un altro tassello al sacrosanto principio della “parità fra accusa e difesa” che va ad aggiungersi ai tanti che giustamente sono stati posti da quando, una decina d’anni fa, il processo penale italiano si è trasformato da da “inquisitorio” ad “accusatorio”, sulla falsariga dei modelli processuali britannici e statunitensi. Cosa succede però, per i processi in corso?…dobbiamo immaginarci una competizione sportiva, una partita di calcio ad esempio. Certamente la federazione calcistica può modificare le regole…Ma queste modifiche possono mai valere per le partite in corso? E potrebbero mai valere per quelle già giocate o in cui si è giocato il primo tempo…? …Invece, il recente provvedimento approvato alla Camera ha stabilito che le regole del “giusto processo”…non si applicano solo ai processi che devono ancora iniziare…ma anche ai processi già in corso…La ragione che sta a monte della decisione presa dal Parlamento è invece da ricercare forse in una “volontà sottesa” di taluni parlamentari (Berlusconi e i suoi amici, per intenderci) di trovare una via d’uscita ai tanti processi riguardanti la vicenda di Tangentopoli….in Parlamento, c’è un centrosinistra sempre più angustiato… la necessità - per poter garantire la maggioranza parlamentare all’attuale governo ­ di “accontentare” i tanti raiders che all’interno della sua maggioranza fanno “da sponda” agli interessi politico-giudiziari di berlusconiana manovra. Piaccia o non piaccia, questa è la realtà e soprattutto questo è il “prezzo giudiziario” che ci accingiamo a pagare per garantire la “governabilità”. Ma è giusto tutto ciò? E soprattutto è politicamente corretto? Bah!

 Antonio Di Pietro      Corriere della Sera 10/2/2000, pag.8

 

L’inesorabile mannaia del “giusto processo” ­ di Carlo Federico Grosso ­ Nessuno può negare parità di condizioni fra difesa e accusa nel processo penale e neppure respingere il diritto dell’imputato a interrogare chi testimonia contro di lui…Ma la riforma che è stata appena approvata inserisce nella Costituzione dettagli di portata tale da paralizzare tutti i tribunali in assenza di modifiche alle leggi ordinarie…  la Repubblica 12/11/1999, pag. 17

 

Rischio paralisi dei processi” ­ Cicala eletto presidente dell’Anm, contesta subito la riforma votata dal Parlamento ­ “…Succederà che le eccezioni di legittimità costituzionale determineranno il rinvio di molte udienze..” Corriere della Sera 8/11/1999, pag.19

 

Amnistie e indulti

 

1990

Quell’amnistia approvata di corsa - …finanziamento illecito ai partiti…non lo si escluse da quelli, inseriti nel provvedimento [di amnistia N.d.R.] …La proposta di amnistia nasceva da un’iniziativa del Governo, a firma del ministro socialista della Giustizia Giuliano Vassalli…Ed ebbe un iter abbastanza veloce…A favore si dichiararono quasi tutti: Dc, Pci, Psi, Psdi, Pri, Pli…Alla Camera i liberali, per bocca di Alfredo Biondi, definirono questa amnistia “parziale” e ne chiesero una “piena e totale” perché “bisogna sgomberare le stanze dei tribunali”…un’altra proposta democristiana che avrebbe voluto allargare l’amnistia anche ad alcuni reati contro la pubblica amministrazione… Avvenire 22/1/2000, pag.5

 

 

E’ stupido essere giusti quando chi è ingiusto ottiene migliore giustizia.

(Esiodo ­ VIII secolo a.C.)

 

 

1997

Berlusconi ripropone un’amnistia per Tangentopoli ­ “Serve per liberare dai veleni la vita politica” ­ Berlusconi chiede l’amnistia: Ma lo fa dalle pagine di un libro (La sfida di Bruno Vespa)…L’”indulto o l’amnistia” sono per il Cavaliere la ricetta per “togliere di mezzo tutti i veleni che ammorbano la vita civile e politica e che risalgono ormai ad un lontano passato”…Intanto il Cavaliere smentisce di aver dichiarato l’altro giorno che “certe Procure sono più pericolose della criminalità organizzata”…Ma aggiunge che “ove la magistratura venisse usata per criminalizzare l’opposizione questo sarebbe un pericolo per la democrazia”…Nei giorni scorsi aveva detto che nella bozza Boato c’erano dei “passi avanti”…  l’Unità , 26/10/1997

 

 

Il torto di molti ladri in faccia al pubblico e alla giustizia è quello di non aver rubato

abbastanza per celare il furto. (Carlo Dossi ­ fine ottocento inizio novecento)

 

 

Passo indietro di Berlusconi sull’amnistia ­ Ieri la voleva, oggi non sarebbe “realistica” ­ Il Cavaliere si rimangia anche l’espressione “terrorismo investigativo”: l’avrebbe inventata, sostiene, un generale dei carabinieri. L’Unità, 27/10/1997, pag.3

 

Il pool: no all’amnistia ­ “Arriverebbero delinquenti da tutta Europa” ­ D’Ambrosio rilancia l’allarme corruzione ­ “Ma vi sembra questo il modo ­ chiede Gerardo D’Ambrosio, procuratore aggiunto della Repubblica ­ di entrare in Europa? Di questo passo diventeremo il ventre molle del continente, tutti i malfattori d’Europa sapranno che questo è il paese delle amnistie e dei processi interminabili, quello dove la presunzione di innocenza vale non solo fino al processo di primo grado, ma fino al secondo, al terzo ma anche più in là, perché ci sono processi che vanno avanti per dieci gradi di giudizio: E così, visto che le frontiere non ci saranno più, verranno tutti a delinquere in Italia.”…”Ma è bene che si sappia ­ aggiunge il vice di Borrelli -  che anche se poi l’amnistia non si fa, basta tornare a parlarne per fare dei danni: perché si crea un effetto-annuncio immediato, nel senso che gli indagati si convincono che forse qualche speranza di cavarsela c’è, e riducono drasticamente le richieste di patteggiamento e di rito abbreviato. Si torna a prendere tempo,l a fare ricorsi su ricorsi, nella speranza che alla fine qualcosa accada.  E il nostro sistema giudiziario sembra fatto apposta per agevolare tattiche di questo tipo”. La Repubblica 19/10/1997, pag.18

 

1999

L’amnistia fa litigare la maggioranza ­ Il Ppi critica la proposta Flick ­ Anche i comunisti e Di Pietro attaccano l’ex ministro - …I popolari lanciano addirittura l’accusa che l’amnistia potrebbe far parte di un patto segreto tra partiti…”E’ quanto meno anomalo ­ continua Carotti ­ che Flik, il giorno dopo l’elezione di Ciampi al Quirinale, se ne esca con l’amnistia. Gli elementi di cui dispongo mi forniscono una chiave di lettura sospetta…”…Si unisce alle perplessità Antonio Di Pietro…”Non credo che l’ipotesi di un’amnistia come merce di scambio abbia fondamento: E’ chiaro però che non escludo nulla. Non si può mai escludere nulla”… il Giornale 18/5/1999, pag.9 

 

D’Ambrosio: non è tempo di amnistie ­ Il Procuratore di Milano: in giro molti corrotti. Poi cita Beccarla: “Inevitabilità della pena”…”Lo diceva anche Beccarla - ricorda D’Ambrosio ­ quello che scoraggia il crimine è l’inevitabilità della pena…molti funzionari corrotti non sono stati trovati da Mani Pulite, e perché parecchi di quelli individuati sono ancora in giro…il danno maggiore è che con la corruzione si fanno opere pubbliche più costose e malfatte”. Corriere della Sera21/11/19999, pag. 10

 

2000  

Il professor Franco Coppi: “Ora si pensi a una seria via d’uscita” ­ Amnistia, perché no? “mi sembra l’unica via d’uscita”, riflette il professor Franco Coppi…noto…per aver difeso con successo, Giulio Andreotti…Il suo è un parere da tecnico. Un tecnico che tuttavia non comprende “il furore di chi vuol continuare a colpire a tutti i costi”…”Un colpo di spugna? C’è da chiedersi se è utile continuare processi destinati alla prescrizione”… Avvenire 22/1/2000, pag. 5

 

Il Vicepresidente della Camera ­ Biondi sull’amnistia “Una triste esigenza per la giustizia lenta”…oggi l’amnistia e l’indulto non sono un beneficio erogato dal Principe ma una triste esigenza reclamata dai “sudditi” più sofferenti o sfortunati…Corriere della Sera26/5/2000,pag.16 Carceri, la rivolta dei detenuti ­ Da Trieste a Lecce proteste e scioperi della fame. Corriere della Sera    ?/?/2000

 

 

Il procuratore di Torino Maddalena: sono contrario, è ingiusta e inutile ­ Le amnistie “non servono a nulla, hanno l’effetto esattamente contrario a quello immaginato”. E il saldo che lasciano alla fine “una sensazione di impunità e disuguaglianza”. Corriere della Sera 2/6/2000, pag.5

 

Amnistia, Borrelli contro D’Ambrosio “Non risolve nulla” ­ Allarme dei magistrati di Palermo: il rito abbreviato ha cancellato l’ergastolo. Corriere della Sera 6/6/2000, pag.14

 

Svuotiamo pure le carceri ma non per salvare i potenti (Oggi  7 Giugno 2000)

...durante l’inchiesta Mani Pulite, molti imputati eccellenti (anche politici di chiara fama e imprenditori di grido che ancora oggi spadroneggiano) hanno subito approfittato dell’amnistia dei reati di cui erano accusati e si sono guardati bene dal rinunciare a tale  beneficio per farsi comunque processare al fine di dimostrare la loro innocenza. Certamente non è un dovere giuridico rinunciare all’amnistia, ma in una normale società civile dovrebbe essere un dovere morale per chi voglia continuare a fare il primo attore sulla scena politica…

Occorre innanzitutto capire chi dovrebbe beneficiare di tale provvedimento. Una cosa e, infatti permettere a dei poveri cristi incappati nelle maglie della giustizia di evitare una punizione troppo grande per loro (specie in relazione al fatto che le nostre carceri sono stracolme e la vita lì dentro è davvero un inferno). Un’altra è utilizzare tale strumento per permettere ancora una volta a  criminali incalliti ( oppure a coloro che hanno saccheggiato le casse dello Stato con corruzioni, appropriazioni e finanziamenti illeciti) di farla franca…

Questa ennesima amnistia non si trasformi ancora una volta solo in un’apertura di porte dei penitenziari senza alcuna garanzia che chi esce oggi non ricominci a delinquere domani…Nel giro di qualche mese si riempirebbero di nuovo…

Volete che vi faccia un esempio? Proprio pochi giorni fa l’attuale esecutivo, nel varare la riforma del diritto societario, ha inserito nel nuovo testo di legge una sostanziale depenalizzazione dl falso in bilancio (reato tipico degli imputati eccellenti, di cui si è fatto un gran uso ed abuso durante gli anni d’oro di Tangentopoli).       Come si può allora avere fiducia?                                                    A. Di Pietro

 

 

L’amnistia naufraga sul pacchetto sicurezza - …come dice il forzista Marcello Pera, il pacchetto sicurezza “produce più carcerati e l’amnistia invece dovrebbe ridurne il numero”. Una contraddizione che dovrebbe trasformarsi in uno snodo insuperabile. Esattamente come quei reati ­ corruzione, concussione e falso in bilancio ­ di cui FI vorrebbe discutere in vista di un provvedimento di clemenza, ma sui quali la chiusura dei diessini e dei popolari è “netta e completa” la Repubblica 8/6/2000, pag.24

 

Amnistia, lite sui reati di Tangentopoli ­ I magistrati: non cura i mali della giustizia. Forza Italia ci pensi il prossimo Parlamento - …Pietro Folena, annuncia un disco verde, ma…”senza che l’amnistia riguardi reati ­ primo fra tutti il falso in bilancio ­ l’intervento sui quali è ininfluente dal punto di vista della congestione del sistema penitenziario”…la posizione sei Ds è rimasta ben ferma e ben lontana da quella degli esponenti del Polo, come Gaetano Pecorella (Fi) che ritengono invece che l’amnistia, oltre a svuotare le carceri di chi si è macchiato di reati minori, debba servire anche a deflazionare gli uffici giudiziari, ormai al collasso, dai processi per reati più gravi, compresi quelli per tangentopoli…Favorevoli [a discutere il provvedimento n.d.r.] solo il Ppi, l’Udeur, i Verdi, Rifondazione, il vicepresidente del Senato Ersilia Salvato e il radicale Pietro Milio…Gennaro, leader delle toghe: l’esperienza dice che bastano pochi mesi a riempire di nuovo le celle  un sondaggio Directa ha messo in evidenza che gli italiani contrari sono la stragrande maggioranza: un 78,9%, contro 14,5% favorevole mentre il 6,6% non si pronuncia. ..I più favorevoli si trovano tra i giovani, tra i residenti al Sud o nelle isole e tra chi si autodefinisce di destra… Corriere della Sera 15/6/2000, pag. 6

 

Di Pietro in campo contro l’amnistia ­ “Voglia di impunità” ­ I detenuti: la nostra pazienza finirà  la Repubblica 16/6/2000, pag. 8

 

Clemenza, apertura di An ­ Di Pietro guida il “no” ­ Dopo i “no” fermi dei giorni scorsi Alleanza Nazionale…ha dato un segnale di apertura sull’amnistia…”No” a tutto tondo, invece all’ipotesi di estendere il provvedimento di clemenza ai reati di Tangentopoli…Un no assoluto viene invece da Antonio Di Pietro. “Se il ministro Fassino sull’amnistia è freddo, io sono addirittura gelido…” In realtà, secondo l’ex Pm di Milano il problema “nasconde obbiettivi diversi della solidarietà: Basta leggere le dichiarazioni di esponenti di Forza Italia: dicono che l’amnistia si farà nella prossima legislatura perché la maggioranza non vuole inserire i reati di corruzione e di falso in bilancio: Sono frasi davvero preoccupanti. Svelano che per molti dietro la voglia di amnistia c’è la voglia di impunità: E confermano che nella prossima legislatura ci sarà un gravissimo conflitto di interessi”… Corriere della Sera 16/6/2000, pag. 2

 

Amnistia, Bompressi in Senato - …scoppia un caso sulla presenza a palazzo Madama di Ovidio Bompressi e Francesca Mambro. L’uno condannato per l’omicidio del commissario Calabresi, pena sospesa per ragioni di salute; l’altra ex terrorista dei Nar, oggi in regime di semilibertà: insieme ieri per perorare la causa del decongestionamento delle carceri italiane…Corriere della Sera 21/6/2000, pag.6

Bomba incendiaria in Sant’Ambrogio ­ Rivendicazione anarchica contro le carceri ­ Borrelli: “E’ la conferma dell’irresponsabilità con cui è stata trattata la materia su un possibile atto di clemenza  Corriere della Sera 20/6/2000,pag.5

 

 

Amnistia, no di Borrelli a Cusani e Segio ­ Il Pg di Milano: “Iniziativa di un corruttore e di un terrorista. E il Papa cosa c’entra? Corriere della Sera 22/6/2000, pag.5

 

Il capo dei cappellani: “Serve un piccolo indulto che però riguardi tutti” ­ Don Caniato: non si può fare distinzione tra i reati, con sei mesi di “sconto” uscirebbero almeno 7-8000 persone.         Corriere della Sera  27/6/2000, pag. 7

 

Berlusconi vede Fassino: incontro serio, ma l’indulto senza amnistia non serve - …la Casa delle Libertà vuole fortemente l’amnistia, e Berlusconi lo ha naturalmente ribadito a Fassino anche ieri mattina: “E’ storicamente dimostrato che l’indulto da solo non risolve”…Corriere della Sera 30/6/2000, pag. 13

 

Amnistia. Arriva il “no” di Berlusconi ­ Il capo del Polo: sarebbe accettabile se accompagnata da altre misure, io avrei anche rinunciato all’immunità. ­ D’Ambrosio: l’indulto libererebbe 85 mila condannati ­ Il leader del Polo ieri però, dopo aver pronunciato il suo “no”  si era anche detto favorevole ad un’amnistia generalizzata, “che possa mettere una pietra sopra anche ai deliri dell’ultimo decennio”. Un’amnistia allargata anche ai protagonisti di Tangentopoli, insomma…”Certo ci sono dei provvedimenti che ancora mi vedono nella qualità di imputato ­ ha aggiunto, comunque  Berlusconi  - ma io sono disposto a rinunciare all’amnistia, lo direi solennemente in Parlamento. Il signor Berlusconi vuole essere assolto dai tribunali”. Corriere della Sera 7/7/2000, pag. 17

 

Questo è un indulto mascherato” ­ Per Di Pietro nel piano ci sono “luci e ombre” ­ Sulla Gozzini modificata Di Pietro è ancora più duro: “E’ un inganno, perché il “pacchetto” di fatto introduce l’indulto, forzando la mano al Parlamento: A proposito della Gozzini stabilisce infatti che i detenuti che si sono comportati bene possono beneficiare di 60 giorni ogni 6 mesi, a cominciare dal ’95. Ci si rende conto? Hanno introdotto senza sentire le Camere un indulto di due anni…”

 Corriere della Sera 9/7/2000, pag.6

 

Il Papa tra i detenuti: “Chiedo alle autorità competenti, in nome di gesù, un gesto di clemenza per tutti i prigionieri”…”Ho invocato per voi un gesto di clemenza, attraverso una riduzione della pena”…poi condanna il Gay Pride: amarezza per l’affronto al Giubileo e ai valori cristiani di Roma… Corriere della Sera10/7/2000, pag.3

 

La società civile è pronta ­ Amnistia, indulto e “piano Marshall”: una carta di intenti per dichiarare la disponibilità all’accoglienza da parte delle associazioni, cooperative sociali e comunità - …Come società civile e volontariato siamo pronti a fare la nostra parte….E’ molto importante che nel documento di programmazione economica e finanziaria, recentemente approvato dal Consiglio dei ministri, siano espressamente recepite e previste le nostre proposte di fondi stanziati ad hoc nella Finanziaria per la realizzazione di una rete di accoglienza…un significativo e plurale cartello di associazioni e comunità… - Ci esprimiamo per l’amnistia e l’indulto come misure necessarie e improcrastinabili…Perché lo Stato destini una significativa percentuale delle risorse derivanti dalle concessioni UMTS (nuova telefonia mobile) per finanziare misure alternative al carcere… [al testo di questa inserzione seguono moltissime firme, la prima di Vittorio Agnolotto, la seconda di Mons. Vinicio Albanesi ecc. e le adesioni di centinaia di associazioni e comunità, il tutto stampato come “iniziativa sociale” su una intera pagina riquadrata del Corriere della Sera, impegnata a tale scopo .n.d.r] Corriere della Sera 6/7/2000, pag. 6

 

Il governo prepara il mini-indulto ­ Un mese di sconto per ogni anno passato in cella: potrebbero uscire settemila detenuti. Corriere della Sera 27/7/2000, pag.14

 

Clemenza, il Vaticano critica i politici ­ “Mancano di coraggio”. Le repliche: è pericoloso alimentare false speranze nei detenuti Corriere della Sera 10/8/2000. pag. 10

 

Carceri, la rivolta dei detenuti ­ Da Trieste a Lecce proteste e scioperi della fame. Corriere della Sera    ?/?/2000

 

 

 

Detenuti il primo si alla legge ­ Potrebbero uscire in settemila ­ Approvata al Senato: si astengono An e Fi ­ Via libera al cosiddetto “indultino”. Si tratta del provvedimento stralciato dal pacchetto Fassino che mira a decongestionare le carceri… Il provvedimento mira a decongestionare le carceri. Introduce regole più larghe per gli sconti di pena e l’espulsione obbligatoria per i clandestini (liberi o detenuti) che hanno commesso reati. Corriere della Sera 14/10/2000, pag. 14

 

L’appello del Papa non sblocca l’indulto ­ Il Ds Angius: il Vaticano gioca sulla pelle dei detenuti ­ Borrelli: provvedimento inutile, il pontefice non deve interferire...”I politici sensibili alle parole della Chiesa solo per motivi elettorali.  Corriere della Sera 6/11/2000, pag.5

 

 

 

Mafia

 

Vigna: riforma sbagliata - Il superprocuratore: senza reparti speciali più duro combattere la mafia - Ora anche il procuratore nazionale antimafia, Pietro Luigi Vigna prende posizione contro la regionalizzazione del Ros, dello Sco e dello Scico...contesta la decisione già presa già presa dal ministro Giorgio Napolitano che di fatto ridimensiona i servizi investigativi centrali dei carabinieri, della polizia e della Guardia di Finanza...non si capisce perché vogliono riformare una cosa positiva per tutti....Maritati, che poi è il vice di Vigna...i più grossi successi contro la criminalità  organizzata li abbiamo ottenuti grazie a questi organismi che hanno una visione unitaria, analitica, complessiva, aggiornata del fenomeno. (Corriere della Sera, 4/4/’98)

 

Lotta alla mafia - una nuova denuncia. Tagli selvaggi ai programmi di protezione. Soppressione dei corpi speciali. Organici inadeguati...Il viceprocuratore Boemi critica la politica dell’Ulivo. E medita di gettare la spugna.    (L’Espresso, 16/7/’98)

 

Boemi: traditi dal centrosinistra. “Fin quando abbiamo indagato su quelli che sparano andava bene. Poi, quando siamo arrivati alle contiguità con la società civile, con la politica con le imprese e con la massoneria, siamo diventati sgraditi a tutti. Anche al governo di centrosinistra.” (Corriere della Sera 7/7/’98, pag. 7

 

“Spesso si lascia in pace chi ha appiccato l’incendio e si castiga chi ne ha dato l’allarme”      (Nicolas de Chamfort)

 

 

E I PRETI ANTIMAFIA ACCUSANO I POLITICI - …don Luigi Ciotti attaccando i partiti “quelli che si tengono dentro persone espressione di illegalità”…”una politica più preoccupata dell’estetica che dell’etica del suo agire”…contro la caricatura di “un’antimafia opportunista”…don Paolo Turturro, il prete con scorta…presidente dell’”Associazione dipingi la pace”…”da quando hanno mandato via Caselli per un accordo e un favore a Berlusconi e D’Alema, per far terminare gli attacchi della Magistratura…”…scuote il capo padre Baldassarre Meli…”Anch’io non sono tenero con i partiti. Non ce n’è uno che possa essere considerato un punto di riferimento, da destra e da sinistra” Corriere della Sera 14/12/2000, pag. 10.

 

Stragi, Riina chiede il rito abbreviato per evitare l’ergastolo ­ Il boss ha sfruttato le nuove norme sul giudice unico - “la legge è questa e noi la utilizziamo” Totò Riina prende la parola dal carcere di Ascoli Piceno…nel caso di condanna, di poter evitare l’ergastolo in cambio di 30 anni di reclusione. Lo prevede la riforma del giudice unico, che ha esteso questo tipo di procedura anche ai reati punibili con il carcere a vita… Corriere della Sera 12/1/2000

 

CASSAZIONE ­ Mafia, annullati ergastoli per 32 omicidi - …In primo e secondo grado erano stati condannati…Il solo ricorso dichiarato inammissibile è stato quello del pentito Giovanni Drago, principale teste d’accusa… Corriere della Sera, 9/11/2000,  pag. 18

 

Polo-Berlusconi

 

L’ultimatum di Berlusconi - “O si fermano certe procure o addio alle riforme” (la Repubblica, 7/6/’98)

 

 

Perché, o stolti, far birberie fuor delle leggi? C’è tanto posto di farne dentro!

(Carlo Dossi ­ fine ottocento inizio novecento

 

 

 

Csm-Berlusconi, nuovo duello - …Berlusconi ha puntato il dito contro l’inchiesta che ha fatto finire in galera il consigliere regionale di Forza Italia Guarisci, prendendosela soprattutto con Rossato: “E’ uno di quelli che dovrebbe astenersi da qualunque situazione che riguarda chi lui considera avversari politici”  Corriere della Sera 30/9/2000, pag.9

 

 

“La verità dopo tonnellate di fango” Il cavaliere accusa: fu fatto cadere un governo legittimamente eletto ­ “Mi chiedo chi potrà mai cancellare i danni provocati a me, al mio movimento, alla coalizione di centrodestra e al Paese da una giustizia palesemente politica” ­ Gianfranco Fini: “L’assoluzione di Berlusconi rende giustizia all’uomo dopo sei anni di calunnie…Oggi la magistratura ha certificato quel che il centrodestra ha sempre denunciato: la procura di Milano determinò il sovvertimento della volontà popolare”…Franco Monaco “dei quattro episodi per i quali il cavaliere è stato accusato solo in un caso si è data l’assoluzione mentre per gli altri tre si tratta di una mera prescrizione  Corriere della Sera 10/5/2000, pag.2

 

Berlusconi autorizzò tangenti ma erano diffuse” ­ Milano, le motivazioni della sentenza d’appello che, concedendo le attenuanti, ha fatto scattare la prescrizione.

Silvio Berlusconi ha fatto corrompere tre volte la Guardia di Finanza in altrettante verifiche fiscali in società Fininvest, ma lo ha fatto in un periodo  nel quale “l’illegalità diffusa” e il “mercanteggiamento” della funzione pubblica erano “elevati a vero e proprio sistema”: Per questo… i giudici d’appello gli riconoscono ugualmente le attenuanti generiche che, dimezzando i tempi massimi di prescrizione, la fanno scattare per i reati sanzionati in primo grado con una condanna a 2 anni e 9 mesi di reclusione. Corriere della Sera 25/7/2000, pag.6

 

 

 

E’ stupido essere giusti quando chi è ingiusto ottiene migliore giustizia.

(Esiodo ­ VIII secolo a.C.)

 

 

D’Ambrosio: Berlusconi graziato ­  “Silvio Berlusconi più che assolto è stato graziato dalle attenuanti generiche, una formula che dovrebbe scomparire”…””Critico il sistema vigente nelle attenuanti, che crea anomalie tra imputato e imputato”. Corriere della Sera 12/5/2000, pag.15

 

Borrelli: il Cavaliere salvato dalla lentezza dei processi ­ Non si sottolineerà mai abbastanza che la prescrizione presuppone un giudizio di colpevolezza: il reato c’è stato, l’imputato lo ha commesso, ma non è più punibile perché il processo è durato troppo…”lL’imputato Berlusconi ha ottenuto le attenuanti generiche ed è stato condannato a risarcire le spese. Tutto questo presuppone, anzi rappresenta appunto un giudizio di colpevolezza…la prescrizione, al marzo scorso, aveva già “salvato” ben 260 imputati di Tangentopoli….L’altra prescrizione, Berlusconi l’ha ottenuta per i 22 miliardi versati a Bettino Craxi tra il ‘91 e il ’92   Corriere della Sera 11/5/2000, pag.7

 

 

Azione disciplinare per il gip ­ Il Polo, infatti, chiede al ministro della Giustizia di promuovere l’azione disciplinare a carico del gip palermitano Gioacchino Scaduto, estensore della richiesta di autorizzazione all’arresto del deputato forzista [Dell’Utri n.d.r.]…L’attentato alle prerogative del Parlamento ­ ha sostenuto Pera -…nell’affermazione, da parte del gip Scaduto, di una correlazione tra i fatti addebitati al deputato di Forza Italia (accusato di aver tentato di manovrare  alcuni “pentiti” a suo vantaggio) e la volontà del Parlamento di riformare l’articolo 192 del codice di procedura penale. La norma in questione permette che la conferma alle dichiarazioni di un “pentito” sia rappresentata dalle dichiarazioni di un altro “pentito”…Secondo il Polo, si tratta di “un’arrogante censura” verso la libera iniziativa legislativa dei parlamentari… Avvenire 12/3/1999, pag. 4

 

Legge Simeone

 

D’Ambrosio: “ci sono politici che fanno uscire i delinquenti dalle carceri”, “Non si può continuare a gettare la croce sulla polizia e sulla magistratura....in certe forze politiche c’è chi va in televisione a invocare tolleranza zero per la delinquenza mentre, in parlamento, vota leggi che vanno esattamente nella direzione opposta...e ricordo a De Corato che un parlamentare del suo partito (Alleanza Nazionale n.d.r.) ha firmato una delle normative più discusse: grazie alla legge Simeone, ora c’è un gran numero di condannati che può tranquillamente girare per le strade. Penso alla frustrazione dei poliziotti che dopo aver arrestato un rapinatore aspetta anni prima di vederlo processare e, dopo la condanna definitiva se lo ritrova libero...L’anno scorso, in un solo semestre sono stati affidati ai servizi sociali 1.872 condannati che, di fatto nessuno sorveglia”             (Corriere della Sera, 14/2/’99, pag. 1 e 3)

 

D’Ambrosio: “Armi dall’Est e criminali subito fuori” -…La legge Simeone; l’affidamento in prova anche per condanne fino a 4 anni…”Proprio quella, certo. Che mette in discussione l’effettività della pena. Troppo spesso si dimentica che questa sospensione dell’esecuzione della pena riguarda anche le cosi dette “pene residue” fino a 4 anni. E quindi mette fuori anche recidivi, anche chi ha commesso reati gravissimi, gente a cui restano da scontare 4 anni. Questa sospensione della pena, senza la possibilità di alcun controllo, dura fino a quando il Tribunale di sorveglianza  che misura alternativa adottare. E questo tribunale, oberato di lavoro dall’entrata in vigore di questa legge, sta fissando udienze al 31 dicembre. Metteteci anche che prima di tutto questo, la polizia deve impiegare i suoi uomini per rintracciare dei latitanti ai quali una volta trovati, invece che prenderli, deve notificare che hanno trenta giorni di tempo per scegliere quale misura alternativa scegliere….Se questa è tolleranza zero me lo dite voi…” la Padania 15/5/1999, pag.3

 

Il vicesegretario dell’Associazione Nazionale Magistrati Giovanni Salvi: “Troppe le norme schizofreniche impossibili da applicare” -  “...”Il problema c’è ma dipende dalle norme: i giudici non fanno altro che applicarle.E’ il legislatore che nel passato è stato schizofrenico...Nel senso che ha tralasciato di considerare l’effettività della pena come uno dei valori da perseguire...La Simeone va modificata non c’è alcun dubbio...il legislatore negli ultimi anni, si è sempre preoccupato del rispetto delle garanzie degli imputati e mai di garantire la funzionalità del processo....bisogna che ci sia equilibrio tra i diritti degli imputati e quelli delle vittime.“ (Corriere della Sera, 20/9/’99, pag. 2)

 

Il Procuratore Capo di Milano: “Assurdo, basterebbe modificare una parola nella legge”...la legge Simeone “Ha introdotto l’obbligo non più di notificare ma di consegnare al condannato definitivo l’ordine della sua carcerazione....Basta che il condannato non sia rintracciabile o non si faccia trovare e l’ordine di carcerazione  torna indietro e resta ineseguito. Solo a Milano giacciono, emessi ma non eseguiti, per l’impossibilità di essere consegnati, 838 ordini di carcerazione in tribunale e 1520 in Pretura. Vale a dire 2358 persone che, benché colpevoli di reati con sentenze passate in giudicato, non sono sottoposte ad alcun controllo.            ( Corriere della Sera 17/8/1999, pag.3)

 

Niente cella per quasi un milione di condannati ­ Così le pene sono sospese, convertite in denaro o in misure alternative ­ 8 volte su 10 il verdetto di colpevolezza non è seguito dalla prigione ­ Due i paradossi. Il codice vieta al giudice di concedere la sospensione più di due volte, ma migliaia di condannati ne hanno beneficiato anche quattro volte…davanti al giudice criminali pluricondannati , ma con la fedina ancora incredibilmente “pulita” perché quelle sentenze non sono mai state trascritte. Non solo esisterebbero anche episodi di “pietà giudiziaria”…si chiude un occhio (e il codice)…Misure alternative…Dal momento in cui il condannato ne fa richiesta a quello in cui sono concesse (dall’affidamento in prova alla detenzione domiciliare) possono passare anche diversi anni. Nel frattempo il condannato è libero. Il direttore del Casellario Paolo Canevali: “E’ una disfatta, la celebrazione del processo ormai è inutile” …è più facile scontare custodia cautelare da semplice indagato che venire puniti al termine del processo…Il 25% delle pene viene sostituito da sanzioni pecuniarie “fantasma”Il problema è che nella maggioranza dei casi la pena pecuniaria rimane sulla carta, non viene riscossa:  credo che nemmeno il 5% venga effettivamente pagato. E a monte c’è una dispersione di risorse umane e finanziarie notevoli…”Una situazione grave e poco conosciuta. Il pacchetto sicurezza non cambierà nulla”

Corriere della Sera 4/8/1999, pag. 3

 

Il questore Arnaldo La Barbera: “Noi li prendiamo gli scippatori, e ne prendiamo anche tanti: Ma se poi andiamo a fare un po’ di conti, vediamo che di quelli che arrestiamo una buona parte torna subito in libertà, e un’altra buona parte in galera non ci va proprio...Quanti scippatori tornano liberi? Facciamo prima a contare quelli che restano in carcere: 2 su 10, al massimo 3....lo scippatore che sa di non finire in carcere, torna immediatamente a scippare. Si sente legittimato... per certi versi gli arresti domiciliari rappresentano un alibi per i delinquenti. Mi spiego: qui a Napoli i controlli li facciamo...Ma se un rapinatore, quando gli agenti se ne sono andati, esce, va a svaligiare il tabaccaio all’angolo e subito se ne torna a casa, sta a noi, poi, dimostrare la sua temporanea evasione. E non è facile.” (Corriere della Sera 21/9/1999, pag.2)

 

 

Dal testo della Legge Simeoni (An) ­ Saraceni (Pds):

Legge 27 maggio 1998, n. 165, “Modifiche all’articolo 656 del codice di procedura penale ed alla legge 26 luglio 1975, n.354, e successive modificazioni”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 124 del 30 maggio 1998.

 

5. Se la pena detentiva, anche se costituente residuo di maggiore pena, non è superiore a tre anni ovvero a quattro anni nei casi di cui agli articoli 90 e 94 del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n.309, e successive modificazioni, il pubblico ministero, salvo quanto previsto dai commi 7 e 9, ne sospende l’esecuzione. L’ordine di esecuzione e il decreto  di  sospensione sono consegnati al condannato con l’avviso che egli , entro trenta giorni, può presentare istanza, corredata dalle indicazioni e dalla documentazione necessarie, volta ad ottenere la concessione di una delle misure alternative alla detenzione.....

 

Numeri e nomi alla Camera

Dagli Atti Parlamentari - Votazioni IV - Camera dei Deputati (XIII Legislatura - Discussioni - Seduta del 28 Aprile 1998 - N. 348

 

Legge presentata a firma unica dell’onorevole Simeone (Alleanza Nazionale)

 

Votazione finale: Favorevoli 306, Contrari 40, Astenuti 5 (Maggioranza 147). Approvata.

 

Alleanza Nazionale  Favorevoli 19, Contrari 10, Astenuti 1. Non hanno votato 59.

Tra i non votanti notiamo: Gasparri Maurizio, Mussolini Alessandra, Alemanno Giovanni, Buontempo Teodoro, Fini Gianfranco, Fiori Publio, La Russa Ignazio, Storace Francesco, Tremaglia Mirko...

 

Forza Italia  Favorevoli 55, Contrari 2, Astenuti 2. Non hanno votato 49.

Tra i non votanti notiamo: Pisanu Beppe, Berlusconi Silvio (stava preparando il “Security Day”?), Biondi Alfredo, Colletti Lucio,Dell’Utri Marcello, Martino Antonio, Pilo Giovanni, Previti Cesare, Tremonti Giulio, Urbani Giuliano

. Nessuno dei nomi noti dei vari partiti era presente in aula. (Documentazione personale)

 

Simeone: hanno votato tutti la mia legge, ora fanno demagogia per guadagnare voti ­ “…A favore della legge che porta il mio nome votò il 90% di An e il 100% di Forza Italia, del centro e della sinistra. Solo la Lega era contraria…L’onorevole Alberto Simeone, l’avvocato napoletano che guida l’ala garantista di An…so benissimo che a Milano sei magistrati in tutto dovrebbero pensare a migliaia di condannati e di detenuti. Non è colpa mia se questa classe politica non si decide a fornire uomini e mezzi per garantire decisioni rapide…la percentuale di scarcerati che torna a delinquere, in realtà, è irrisoria…se ora tutta Milano ha solo 32 sorveglianti per migliaia di scarcerati, il problema non è la legge, ma la sua applicazione…Lo so, la regola che impone la consegna di persona dell’ordine di carcerazione finisce per far scappare l’albanese di turno. E per questo, con Pisapia e Saraceni, abbiamo proposto di tornare alle notifiche ordinarie. E allora perché questo correttivo è fermo in Parlamento da mesi? Forse perché le riforme giudiziarie si fanno solo se interessano a parlamentari imputati?  Corriere della Sera 16/2/2000

 

Omicida scarcerato uccide la moglie: sette anni fa assassinò l’amante della donna. ­                      Il procuratore Grasso: applicati i benefici previsti dalla legge Simeone”Norme da cambiare” - …il delitto di ieri ha ridato nuova linfa alle roventi polemiche degli ultimi giorni sulle scarcerazioni facili che erano esplose la scorsa settimana dopo il ferimento a Milano di due agenti della Polfer da parte di un killer in semilibertà.   Corriere della Sera, 13/2/2000, pag.4

 

La legge Simeone ­ Il Viminale vorrebbe che la norma ­ niente detenzione in carcere sotto i tre anni ­ non valesse per i delinquenti abituali.  Corriere della Sera 10/2/2000, pag. 17

 

Rutelli contro le pene alternative al carcere ­ “La sinistra ha votato la legge Simeone, ma va cambiata” ­ L’autore delle norme: demagogia  Corriere della Sera 23/10/2000, pag.7

 

Dell’Utri - False fatturazioni: due anni e tre mesi al parlamentare, ma non andrà in carcere - …La pena principale era stata comunque condonata per gli effetti della legge Simeone che esclude il carcere per le pene inferiori ai tre anni…  Corriere della Sera 29/10/1999, pag.7

 

Le leggi sono come ragnatele, che rimangono salde quando vi urta qualcosa di molle e leggero, mentre una cosa più grossa le sfonda e sfugge.

 (Solone, attr. da Plutarco, Vite Parallele)

 

 

Giustizia incredibile o credibile ingiustizia?

 

Stragi, Riina chiede il rito abbreviato per evitare l’ergastolo ­ Il boss ha sfruttato le nuove norme sul giudice unico - “la legge è questa e noi la utilizziamo” Totò Riina prende la parola dal carcere di Ascoli Piceno…nel caso di condanna, di poter evitare l’ergastolo in cambio di 30 anni di reclusione. Lo prevede la riforma del giudice unico, che ha esteso questo tipo di procedura anche ai reati punibili con il carcere a vita… Corriere della Sera 12/1/2000

 

CASSAZIONE ­ Mafia, annullati ergastoli per 32 omicidi - …In primo e secondo grado erano stati condannati…Il solo ricorso dichiarato inammissibile è stato quello del pentito Giovanni Drago, principale teste d’accusa… Corriere della Sera, 9/11/2000,  pag. 18

 

D’Ambrosio: non possiamo arrestare i truffatori ­ Il procuratore: è pazzesco, ma finché non si cambia la legge è difficile un’azione di contrasto ­ “Quando in un recente caso abbiamo dovuto spiegare ai nostri colleghi tedeschi, ci hanno guardato come se fossimo matti: in Italia non si possono arrestare i truffatori? Certo è proprio così: con il pool anti-truffe agli anziani noi proveremo a levarli dalla circolazione, ma la realtà è che questo fenomeno non potrà mai essere efficacemente contrastato sino a quando non interverrà una modifica legislativa che renda possibile l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare anche per il reato di truffa”…Corriere della Sera 23/11/2000, pag..50

 

“Fondi” e commenti

 

Le parole e la sicurezza ­ di Giovanni Bianconi - ….una giustizia che sia reale e non virtuale… …guardando un po’ più in la degli schieramenti politici e delle polemiche elettorali…solo un cittadino su tre si sente “certo di poter far valere i propri diritti nel caso si debba rivolgere all’apparato amministrativo o giudiziario”…”pacchetto sicurezza”…è ancora desolatamente arenato alla camera…C’è la proposta di restringere la possibilità di ricorsi in Cassazione (riportandoli a questioni di pura legittimità, come dovrebbe essere) per accelerare i tempi delle condanne definitive e quindi della “certezza della pena”; ma c’è da fare i conti con la lobby degli avvocati, trasversale a tutti i partiti, che con quei ricorsi ci campa, ed è facile prevedere che non se ne farà nulla… Corriere della Sera 14/11/2000, pag. 1-9

 

Nota satirica: “Tra la certezza della pena e la presunzione d’innocenza,

doverosamente scelsero: la sicurezza di… parcella !” (R.G.)

 

 

L’inesorabile mannaia del “giusto processo” ­ di Carlo Federico Grosso ­ Nessuno può negare parità di condizioni fra difesa e accusa nel processo penale e neppure respingere il diritto dell’imputato a interrogare chi testimonia contro di lui…Ma la riforma che è stata appena approvata inserisce nella Costituzione dettagli di portata tale da paralizzare tutti i tribunali in assenza di modifiche alle leggi ordinarie…  la Repubblica 12/11/1999, pag. 17

Pene pecuniarie e autocertificazioni

 

La Giustizia dimentica 2000 miliardi ­ Lo Stato riscuote una minima parte delle pene pecuniarie inflitte dai tribunali ­ il Giurnale 25/1/1999, pag. 7

 

IL CASO ­ Dal ‘ 90 al ’97 riscossi solo 84 miliardi a fronte di sanzioni che ne prevedevano 2257 ­ Il flop delle pene pecuniarie: non le paga nessuno ­

Città

Pene da eseguire

(in miliardi di £)

Pene riscosse

Percentuale

Trento

33,413

15,660

46,87%

Perugia

18,064

4,333

23,99%

Torino

162,504

15,899

9,78%

Venezia

116,907

8,331

7,13%

Firenze

110,994

6,128

5,52%

Milano

152,610

4,856

3,18%

Genova

89,500

2,588

2,89%

Roma

104,589

2,313

2,21

Napoli

228,714

3,830

1,67%

Reggio C.

12,495

0,077

0,62%

Bari

199,486

0,556

0,28%

Palermo

84,485

0,155

0,18%

Fonte:Sistema informativo Casellario Giudiziale 1997.   Corriere della Sera 19/7/1999, pag. 7

 

Autocertificazioni, troppe quelle false ­ I numeri ­ I certificati prodotti dalla pubblica amministrazione nel ’96 sono stati 92 milioni. Nel ’99 secondo le stime saranno 36 milioni. Il resto è stato sostituito da dichiarazioni sottoscritte dal cittadino, le autocertificazioni…La provincia di Bolzano ha fatto una verifica a campione sul 6% delle domande di borse di studio: il 50% è risultato non in regola…I settori a rischio…sanità, pensioni, tasse scolastiche e universitarie, alloggi pubblici…I medici: si dicono tutti poveri per non pagare il ticket. Corriere della Sera 1/11/1999, pag. 17

 

Decreto salvacorrotti e Polo Garantista

 

Diliberto al Polo: ”Basta con gli ostruzionismi” ­ “La maggioranza ha pronte misure per la sicurezza efficaci, applicabili in tempi rapidi se il Polo rinuncerà ad atteggiamenti ostruzionistici e demagogici…negli otto mesi del governo Berlusconi, l’unica cosa che seppe fare fu il decreto Biondi, grazie al quale vennero scarcerati una ventina di inquisiti in Tangentopoli e oltre 2000 delinquenti, accusati di reati legati alla microcriminalità” [Vedi decreto Biondi n.d.r.]. Così il ministro di Grazia e Giustizia Oliviero Di liberto…”…rischiamo che il sovraffollamento diventi ingestibile del tutto, a meno che ­ era stato il monito lanciato già l’altro ieri dal direttore nazionale delle carceri Giancarlo Caselli ­ non si vogliano costruire più prigioni”    Corriere della Sera 20/9/1999, pag. 3

 

 

Il torto di molti ladri in faccia al pubblico e alla giustizia è quello,

di non aver rubato abbastanza per celare il furto.

(Carlo Dossi ­ fine ottocento inizio novecento)

 

 

Ma Diliberto boccia il Polo “Fecero il decreto salvaladri” ­ “Il governo del Cavaliere liberò 2379 persone: fra loro autori di corruzione e peculato”. La replica: falsità ­ Il ministro della Giustizia lamenta i “ritardi” della sinistra in tema di sicurezza: “Gratificare le forze dell’ordine” ­ Il ministro Di liberto da Torino ammette che la sinistra ha dei ritardi, ad esempio sulla politica per le forze dell’ordine che non c’è mai stata. “ Sono centinaia di migliaia di lavoratori che vanno motivati con salari adeguati, con prospettive di carrire”. La Repubblica 17/10/1999, pag.9

 

Il Polo: diciamo “no” a uno stato di polizia (Corriere della Sera, 19/9/’99, pag.3)

 

“Bagarre alla Camera sul Pacchetto sicurezza. La maggioranza è stata battuta ieri mattina sull’articolo 1, cioè…sul fulcro dell’intero provvedimento. In pratica si trattava di norme restrittive sulla sospensione condizionale della pena, con il divieto di concederla, in particolare, per chi sisia macchiato per due volte dello stesso reato. Per sette voti è stato approvato un emendamento delle opposizioni (Casa delle Libertà, ma in un testo analogo anche di socialisti e di Rifondazione) che ha cancellato la norma. Anche i verdi hanno votato come le opposizioni. Nei banchi del governo non era presente neppure il ministro dell’interno Enzo Bianco….Di Pietro ha detto che Polo e Ulivo fanno solo annunci e niente fatti.” Corriere della Sera 26/1/2001, pag.5

 

Il Polo contro il Pacchetto sicurezza: “Slittano le norme anticrimine ­ Il Polo: saliremo sulle barricate - …Ma quelli che hanno gridato davvero allo scandalo sono stati gli esponenti dell’opposizione [cioè il Polo n.d.r] Saremo durissimi ha annunciato Alfredo Mantovano (An) ­ Si tratta di un vero e proprio stravolgimento del Codice: sono misure inaccettabili ­ Siamo disposti ad arrivare anche alle barricate ­ ha affermato Pecorella ­ e non permetteremo che vengano approvate disposizioni del genere…Se il pacchetto sicurezza passasse con l’emendamento proposto dal Governo ­ ha osservato infine Pecorella -  questo paese si trasformerebbe in un immenso campo di concentramento.  Il Giornale 8/6/2000, pag. 17

 

Sansa: “dicono: “Legalità”, “pena di morte” , gli stessi che hanno reso la magistratura incapace di funzionare, gli stessi che hanno ridotto le pene”

Convegno “Bisogno di legalità e necessità di giustizia” Alba 2!/10/2000

 

Contro la carcerazione, per la depenalizzazione, garantisti ecc.

 

Gli strateghi delle riforme ­ Duello tra Pisapia [Rc] e Pecorella [FI]

…Dopo tante nuove leggi sulla giustizia quali problemi occorre ora affrontare? Pecorella: “Il più grave è senza dubbio la lentezza dei processi. E’ indispensabile una secca depenalizzazione, per ridurre l’intervento penale ai casi più gravi, e un amplissimo ricorso al patteggiamento… Pisapia: “Il primo problema è la riforma del codice civile…Nel settore penale bisogna modificare molte norme schizofrenicheL’altra faccia della giustizia è la sicurezza come tutelare meglio i cittadini? Pecorella: “Passando dalla mera repressione alla prevenzione”…” Pisapia: “Bisogna da un lato prevenire i reati, dall’altro puntare sul recupero, sul reinserimento”…

 Corriere della Sera 11/5/2001, pag. 53

 

Carcere come “estrema ratio” ­ L’impegno del Prc sulla giustizia nel confronto col governo ­

Difesa dei deboli e pene alternative ­ La verità è che in carcere finiscono (e restano) soprattutto i poveri e gli immigrati…avvocato Francesco Romeo…”esistono due processi penali: uno per chi possiede i mezzi e l’altro per chi non li ha” ­ Francesco Misto è sostituto procuratore generale a Milano…Penso che bisognerebbe partire dal malessere materiale più profondo e che arreca maggiore sofferenza: ciò che è da abbattere è l’altissimo numero di detenuti…nel sistema penitenziario è necessario ridurre la popolazione carceraria di almeno un terzo… 

Liberazione 9/712/1997, pag. 4

 

“Giustizialisti”

 

Ma ora il garantismo divide l’Ulivo e il Polo ­ Sul fronte del Polo, ci pensa Maurizio Gasparri a picchiare duro contro la modifica del 513: “Basta con questo ipergarantismo. Non siamo in Svezia, ma in un Paese dove ci sono la mafia, la camorra…E’ ora che qualcuno si svegli, sia a destra, sia a sinistra, per rimodulare questo pessimo dosaggio di garantismo” Corriere della Sera 17/8/1997

 

La lotta ai criminali si fa con leggi meno permissive (Oggi 29 Settembre ‘99)

 

...A mio avviso la criminalità è aumentata per tre ordini di ragioni: una tecnico-giuridica, una sociale e una politica.

Quella politica fa capo al blocco legislativo    a cui si trova sottoposto il Parlamento a causa degli interessi personali e giudiziari di Silvio Berlusconi e di taluni parlamentari a lui vicini (Marcello Dell’Utri e Cesare Previti per esempio): Costoro si sono fatti promotori da anni, in Parlamento e fuori, di ogni possibile forma di ostruzionismo, ammantando i loro personali attacchi alla magistratura con forme pelose di pseudogarantismo a buon mercato.

Le norme di procedura penale, quelle cioè che scandiscono le modalità e i tempi per celebrare i processi e indicano i parametri per tenere in galera i delinquenti, sono state perciò rimaneggiate, interpretate e utilizzate in modo tale da rendere infiniti i tempi processuali, incerte e aleatorie le pene…

La seconda ragione che ha comportato un aumento silenzioso e incontrollato della criminalità è di tipo sociale e va ricercata in particolare nella massiccia immigrazione clandestina a cui è stato sottoposto il nostro Paese negli ultimi anni.

Dal Medioriente e dall’Est sbarcano ogni giorno, mischiati a profughi effettivamente bisognosi e a popoli affamati, agguerrite bande di spacciatori e delinquenti di ogni risma che stanno “occupando” le periferie delle grandi città con violenza e prepotenza….

La terza ragione dell’aumento della criminalità, quella tecnico-giuridica.

Negli anni passati, poiché le carceri scoppiavano, invece di aumentare gli istituti penitenziari, sono state varate alcune leggi eccessivamente permissive che hanno consentito a delinquenti recidivi e incalliti di farla franca.

Faccio due esempi, su tutti, che sono la legge Simeoni-Saraceni e la legge Gozzini.Con la prima (che porta i nomi di un parlamentare di An e di uno della sinistra democratica) è stata data   la possibilità ai condannati di usufruire di misure alternative al carcere nel caso si tratti di condanne fino a tre anni.

Insomma ogni volta che un delinquente viene condannato a una pena inferiore ai tre anni (la qual cosa, badate bene, accade quasi sempre, grazie agli sconti processuali e ai patteggiamenti), può evitare di andare in galera. Con la legge Gozzini (che prende il nome dell’autore, all’epoca senatore del Pci),invece, è stato introdotto in Italia l’istituto della detenzione domiciliare (vale a dire la possibilità di scontare il carcere a casa propria), e sono stati previsti numerosi tipi di benefici a chi in carcere non si può proprio fare a meno di mandarlo…

Bisogna intervenire su due fronti: quello legislativo, operando una revisione di tutta la materia processuale, e quello amministrativo, con un aumento delle risorse (umane, finanziarie, strutturali e di competenze) a favore delle forze di polizia…  A. Di Pietro

 

 

 

 

Per battere la criminalità processi rapidi e pene sicure (Oggi 14 Agosto ‘99)

...Insomma non si deve discutere di criminalità solo quando accadono fatti gravi, ma a mente libera e nervi saldi.In realtà il problema più urgente è la microcriminalità: gli scippi le rapine i furti, lo spaccio al minuto di droga.

Fasce intere di popolazione, specie gli anziani e i genitori, vivono nell’insicurezza e nell’angoscia e temono perfino di uscire a fare la spesa o a riscuotere la pensione.

Contro ciò non servono leggi miracolose: occorre rafforzare i mezzi a disposizione delle forze dell’ordine. Una presenza più capillare sul territorio, una maggiore libertà di movimento verso gli informatori e i contatti con il mondo criminale. Spesso invece accade che il poliziotto che intreccia relazioni con la malavita per carpire informazioni utili venga considerato un delinquente...Bisogna poi garantire che chi viene arrestato e condannato sconti effettivamente il carcere. Invece in Italia spesso la pena non è applicata. Secondo recenti statistiche ben 9.000 persone condannate sono a piede libero e  a Milano 800 sono agli arresti domiciliari.

Certo, è importante il reinserimento sociale, ma lo è altrettanto controllare, prima di metterli fuori, se i ladri e spacciatori vogliano davvero cambiare vita.

Tempi rapidi ai processi; rafforzare gli organici di magistratura e forze dell’ordine; rendere esecutiva la sentenza di primo grado per i reati gravi; ridurre a due i gradi di giudizio; garantire la certezza della pena senza tanti sconti che danno la possibilità di farla franca anche a chi viene definitivamente condannato. Queste sono le garanzie che dobbiamo dare ai cittadini. Altro che revisione costituzionale!

                                                         A. Di Pietro

 

 

Il carcere, i responsabili dei reati

 

In carcere anche il sesso e la pay tv ­ Rivoluzione in cella: ai detenuti “contatti affettivi” e menù diversificati per religione - …vitto separato per i Musulmani e luoghi di preghiera senza ministro del culto per chi non è cattolico…Così nel nuovo regolamento di esecuzione dell’ordinamento penitenziario” che regolarizza circolari vecchie anche di 25 anni, vengono riscritti i diritti dei detenuti. E le novità vanno dal particolare apparentemente banale (l’interruttore per accendere la luce della cella) all’introduzione “rivoluzionaria” dei contatti affettivi con i familiari: 12 incontri di 24 ore in apposite “unità abitative”, senza sorveglianza a vista, per chi non è lontano dal fine pena…”in presenza di persona legata da relazione di coppia (coniuge o convivente) vi sarà spazio anche per la sessualità. Ma non solo…”Le “unità abitative” per gli incontri affettivi, che saranno possibili solo in alcuni istituti, ancora non esistono…usare il personal computer in cella. E, forse, vedere le partite criptate con la parabolica: “Col calcio le tensioni diminuiscono”… Corriere della Sera, 24/9/1999, pag.4

 

In queste carceri invivibili  anche le guardie sono vittime(Oggi 24/5/ 2000)

 

...edifici adibiti alla reclusione. Molti di essi sono vecchi di secoli e si trovano in condizioni fatiscenti…possono contenere a regime  non oltre 30-35 mila detenuti, ma attualmente sono in carcere oltre 50 mila persone....è mancata negli anni passati una politica governativa di previsione ell’aumento della popolazione carceraria, conseguente sia all’apertura delle frontiere agli extracomunitari sia all’aumento delle figure criminose perseguibili…

Altro problema è la mutata tipologia della popolazione carceraria. Per la maggior parte è costituita da extracomunitari africani e dell’Est Europeo, individui senza fissa dimora arrestati per problemi di droga o perché responsabili di reati finalizzati a trovare i soldi per comprarla. Essi alternano periodi più o meno lunghi di detenzione a cosidette  finestre di libertà che utilizzano per commettere nuovi crimini (soprattutto furti e rapine) non avendo altra possibilità di sostentamento né di reperimento dei fondi necessari per acquistare la loro quotidiana dose di stupefacente...non riescono a trovare quasi mai…una ragione di riscatto morale...

Altro problema ancora è la situazione quantitativa e qualitativa del corpo degli agenti di custodia. E sono stati purtroppo tenuti sotto organico  e nei loro confronti è mancata una capillare opera di riqualificazione professionale: Vengono sottopagati rispetto ai rischi che quotidianamente corrono stando a contatto con persone malate di Aids o arrabbiate c on il mondo intero. Sono spesso stati tenuti in poca considerazione nella scala gerarchica della pubblica amministrazione…

Ultimo dei problemi, ma non ultimo per importanza, anzi il primo, è la scarsa dotazione finanziaria riservata al settore penitenziario. Per fare nuove carceri, per assumere nuovo e più qualificato personale e per riqualificare quello esistente, per prevedere aumenti decenti degli stipendi, sono necessari nuovi e più cospicui stanziamenti…                       A. Di Pietro

 

 

Le vittime dei reati

 

Sui benefici ai detenuti  è giusto consultare le vittime (Oggi 25 Agosto ‘99)

 

Insomma, prima di concedere un beneficio a chi è stato condannato per aver fatto del male ( vale a dire prima di decidere di non farlo andare in galera o di rimetterlo in libertà anzitempo) sarebbe opportuno sentire il parere della persona che ha subito il torto.

...Il tema delle condanne non scontate è molto delicato e attuale nel nostro paese, dove non si riesce nemmeno ad eseguire le sentenze passate in giudicato e quindi definitive…

Pensate che solo a Milano dal gennaio del 1998 a oggi sono state presentate oltre 2.500 domande di affidamento in prova ai servizi sociali di persone che sono state condannate definitivamente e che quindi dovrebbero andare in carcere. Di queste domande, fino ad oggi, solo meno di cento sono state prese in esame dal Tribunale di Sorveglianza.

Significa come ha sottolineato lo stesso Procuratore capo di Milano, che in giro senza alcun controllo, ci sono più di 2.000 condannati definitivi. Solo nella zona di Milano. Immaginiamo quanti ce ne possono essere in Italia. Così tutti i giorni vengono commessi delitti da delinquenti e delinquentelli incalliti che dovrebbero stare in carcere….

Primo: ridurre le pene ma farle scontare.    Secondo limitare il carcere ai reati più gravi ma mettere davvero in galera i responsabili. Terzo: per i reati meno gravi, dare la possibilità ai tribunali di primo grado di rendere immediatamente esecutive le pene alternative  al carcere. Quarto rimettere la sospensione condizionale della pena alla condizione che le vittime siano risarcite. Quinto: prima di accordare benefici o misure alternative al carcere, consultare le vittime o i familiari per sentire le loro ragioni e acquisire il loro parere (seppur non vincolante)… A. Di Pietro

 

Le forze dell’ordine

 

Più soldi e coordinamento per far finire la guerra tra polizie (Oggi 19 Aprile 2000)

 

...Non mi pare giusto, perciò, scaricare la patata bollente della sicurezza pubblica solo sulle spalle della già martoriata categoria delle forze dell’ordine…

Certamente vi è l’esigenza primaria di garantire più tranquillità e sicurezza alle persone, ma altrettanto certamente questa esigenza può essere meglio garantita se anche le forze di polizia saranno messe in condizione di lavorare con maggiore serenità e tranquillità (anche economica). Poliziotti, finanzieri e carabinieri sono persone come noi, con tutti i loro problemi, necessità, preoccupazioni familiari, economiche e di sicurezza. A loro lo Stato chiede di proteggere i cittadini e quindi anche di mettere a rischio la pelle. E’ ovvio, perciò, che devono poter lavorare al meglio, in condizioni di maggior sicurezza e soprattutto con serenità per quanto riguarda almeno le loro famiglie e il futuro dei figli. Se da loro è giusto che lo stato pretenda molto , è anche giusto che essi possano far sentire la propria voce (e anche la propria civile protesta, se necessario) quando, come sempre più spesso accade, vengono trattati come pezze da piedi.

Come per esempio non essere d’accordo con quel poliziotto che così ha riassunto lo stato d’animo della categoria:

Ci tagliano le pensioni, si apprestano a darci 18 mila lire al mese di aumento, ci mandano in mezzo alla strada come se fossimo carne da macello, il Parlamento non legifera come dovrebbe in materia di sicurezza e ordinamento giudiziario, i criminali che arrestiamo, rischiando la vita ogni giorno, vengono subito liberati a causa di lacune normative mai colmate. E ora, non contenti, vorrebbero vietarci anche il sacrosanto diritto di critica e di sfogo o il diritto di manifestare il dissenso verso proposte di legge che consideriamo sbagliate e dannose”….Ogni forza di polizia dipende gerarchicamente da un organo politico diverso: i carabinieri dal ministero della Difesa, i finanzieri da quello delle Finanze e la polizia di Stato da quello dell’Interno...mettere tutte le forze di polizia alle dipendenze di un solo organo politico...soluzione pericolosissima per la democrazia.

Il coordinamento quindi non può che essere di tipo orizzontale, cioè su base di scambio reciproco di risorse investigative e di pari dignità operativa...alla fine qualcuno deve avere il compito di prendere la decisione finale...Un poliziotto, un carabiniere o un finanziere? Se ciò dipendesse solo da loro sarebbe tutto più facile, non fosse altro perché stanno tutti sulla stessa barca...Purtroppo spesso ci si mette in mezzo la politica e la matassa s’ingarbuglia. A. Di P.

 

 

 

 

Craxi e craxiani

 

Craxi, polemico addio ­ L’ultimo dilemma: quella bara ingombro o sfida? - …Ora dopo la brutta impressione delle parole di circostanza, degli aerei charter carichi di compunti personaggi decollati in fretta per la Tunisia, dopo l’offerta così subitanea (o frettolosa?) di funerali di Stato (per un “latitante”? Per un “nemico” della nazionale moralità”); ora la bara vuota di Bettino Craxi sta in mezzo alla politica italiana…Avvenire 22/1/2000, pag.1

 

Garofani e polemiche ­ Il vescovo di Tunisi, Fouad Twal, ha celebrato la Messa insieme al presidente del San Raffaele don Luigi Verzè…all’ingresso della bara , è stata una vera e propria rincorsa di applausi e grida: Anche a sproposito, come quando il celebrante ha letto, dal discorso delle beatitudini secondo Matteo, il passo “Beati i perseguitati per la giustizia”…lancio di monetine e di urla ostili (“Vergogna, assassini”) all’indirizzio del ministro degli Esteri Lamberto Dini e del sottosegretario alla presidenza Minniti…Anche Berlusconi alla fine, durante la sepoltura, non ha retto più, e si è appartato in lacrime… Avvenire 22/1/2000, pag.3

 

Le regole e le eccezioni di Rossana Rossanda ­ Le nostre istituzioni non hanno il senso della divisioni dei poteri, la nostra cultura non ha quello della differenza fra legge e sentimento, i nostri politici non sanno distinguere fra gli interessi di parte e quelli del Paese. E’ questa la persistente immaturità italiana e la morte di Bettino Craxi ne ha fornito l’ennesima prova.

Perché delle due l’una. Se Craxi non è stato oggetto di una persecuzione giudiziaria, il presidente della repubblica deve condursi con lui come con un colpevole e latitante, che si può personalmente capire, ma che non si può trattare diversamente da tutti perché la libertà è preziosa e il carcere è terribile per tutti.

Né le camere lo possono celebrare con sedute speciali senza mettere in causa la correttezza di una procura, o il governo partecipare alle esequie.

Se invece la Presidenza della repubblica si è persuasa che Craxi è stato ingiustamente giudicato, fino a soffrirne nell’integrità fisica, Carlo Azeglio Ciampi aveva tutti i poteri per richiamarlo in Italia con la grazia o, in quanto presidente del consiglio superiore della magistratura, aprire nella giusta sede il problema della procura milanese…in quanto alle Camere se credevano che il caso Craxi fosse da ripensare innanzitutto per la chiamata di correo che egli da ex premier avanzava in sua difesa (nel nostro sistema tutti i partiti infrangono le regole, né c’è segretario di partito che lo ignori), non solo potevano ma dovevano legiferare sul pauroso vuoto di legalità, svuotando così in gran parte l’accusa contro il leader socialista…Craxi ha violato la legge e si è sottratto alla giustizia…come se fosse meno grave che la legge la violi un primo ministro invece che un cittadino qualsiasi.

  Ben altrimenti si muove la Germania, e in essa la Cdu, quando ha messo sotto accusa Helmut Kohl, personaggio non meno illustre di Craxi, o la Francia quando per un semplice sospetto, assai meno di una condanna, si è dimesso il ministro più importante del governo Jospin, Dominique Strass-Kahn.

  Le istituzioni italiane non hanno la stessa dignità.  Il manifesto 22/2/2000, pag.2

 

Forlani: Bettino vittima di un linciaggio ­ Un minuto di silenzio durante il consiglio regionale in Lombardia ma il Carroccio si dissocia: nessun cordoglio per un latitante. Corriere della Sera 20/1/2000, pag. 4

 

La preghiera del Papa, elogio dei vescovi ­ Il Vaticano: il nuovo Concordato contribuì ai buoni rapporti fra Stato e Chiesa  Corriere della Sera 20/1/2000, pag.11

 

Il rimpianto e le accuse dei socialisti ­ Martelli: era la luce. Mancini: aggredito da iene.

…Marco Pannella , il solo a difenderlo e a difendere il “Parlamento degli inquisiti” allo scoppio di Tangentopoli, può dire: “Ci siamo combattuti senza mai fare sconti all’amicizia…Il mio amico se n’è andato, dopo essere stato scacciato, linciato e messo alla gogna… Corriere della Sera 20/1/2000, pag. 8

 

Ulivo e sinistra

 

Boato: si chiude così la parabola della “via giudiziaria al potere ­ Secondo Marco Boato, deputato verde del centrosinistra che per oltre un anno è stato relatore sulla giustizia nella Commissione bicamerale, “la sentenza di Milano sancisce il fallimento della cosiddetta via giudiziaria, se non al socialismo, almeno al potere”…Silvio Berlusconi…rimase vittima di questo meccanismo perverso: fu sottoposto a indagini quasi a orologeria.”l’arma impropria” dell’uso politico dei processi è tornata indietro come un boomerang…la sentenza (una assoluzione e prescrizioni di Berlusconi n.d.r.) “chiude di sicuro questa nefasta parabola”…”Tonino non è riuscito a cogliere il significato storico politico della vicenda” Corriere della Sera 10/5/2000, pag.2

 

Certi inchiostri rossi invecchiando diventano neri.

Tale è l’animo di alcuni nostri politici.

( Carlo Dossi ­ 1849/1910)

 

 

Sansa: “Però non succedeva una cosa che adesso succede e che è ancora più grave e che è questa: allora per quanto si cercasse di vanificare l’azione della Giustizia non si arrivava alla sfrontatezza di modificare la legge sostanziale la legge processuale e la Costituzione. Io credo che in questo abbiamo fatto un gravissimo passo indietro, perché oggi abbiamo modificato molto spesso leggi sostanziali, meno gravi le pene per reati d’ambiente sono tutti contravvenzioni, si prescrivono tutte rapidamente, non si arriva quasi mai alla sentenza, rimodulati si dice.Cambiati i reati per la corruzione dei pubblici amministratori, molto più difficile perseguirne alcuni quasi impossibile, di fatto una fase transitoria con riduzione delle pene.

Modificata la costituzione in un senso che, con l’argomento delle garanzie, pretestuosamente, rende impossibile processi tempestivi, e insieme con questo, come premessa di questo e come aggiunta se non bastasse si cambiano le leggi per salvare alcuni, si cambiano le leggi per ridurre la pena di alcuni eccellenti imputati, insieme con questo la delegittimazione morale, perché anche questo non succedeva, si cercava di cavarsela, malamente dal deprecato regime finale della Prima Repubblica ma non si era arrivati a modificare le strutture istituzionali dello Stato pur di farla franca e non si era arrivati a sostenere che i giudici sono dei nemici, perché a questo siamo arrivati”

Convegno “Bisogno di legalità e necessità di giustizia” Alba 2!/10/2000

 

Sansa: “E tra queste persone che tanto si sono adoperate per far passare questa legge, ci sono molti che nella vita politica e nel Parlamento si trovano a sedere in posti di grande responsabilità ma essendo imputati, condannati e pluricondannati, a volte per gravi reati, e ci sono persone che hanno patteggiato, riconoscendo la loro responsabilità . Tra i fautori di questi intralci di finte garanzie del processo ci sono quindi…lo sappiamo!”

Convegno “Bisogno di legalità e necessità di giustizia” Alba 2!/10/2000

 

Diliberto: priorità assoluta cancellare l’ergastolo - L’ergastolo deve essere abolito (l’Unità, 12/11/’98, pag. 1 e 9)

 

Sansa: “Oggi il giudizio abbreviato si fa in appello purché lo si chieda. Il che vuol dire che il giudice d’Appello è obbligato a ridurre la pena di un terzo, non può non farlo. Perché come fa a essere abbreviato se c’è già stato il processo, se è già stato condannato in primo grado l’imputato: non è abbreviato, è una riduzione surrettizia delle pene, ma allora mi domando: ma veramente qualcuno ha voluto favorire gli ergastolani di cosa nostra, questa è una voce che è circolata molto ed era una delle pretese di Riina e di altri che chiedevano l’eliminazione dell’ergastolo.”

Convegno “Bisogno di legalità e necessità di giustizia” Alba 2!/10/2000

 

Il Guardasigilli (Diliberto): non possiamo lasciare alle Destre il tema della sicurezza. Io, comunque, continuerò a battermi per le alternative alla detenzione. Le carceri devono essere svuotate. (Corriere della Sera, 20/3/’99, pag. 5)

 

Diliberto pronto a ricevere la Baraldini (condannata per terrorismo in America n.d.r.). “Una gioia personale e politica” - Riportarla a casa è costato più di 350 milioni di lire. (Corriere della Sera, 25/8/’99, pag.7)

 

Diliberto: “L’Italia è diventata luogo di scorribande della malavita organizzata internazionale” (Corriere della Sera, 26/9/’99, pag. 15)

 

Stangata miliardaria, complice la privacy - ...i truffatori hanno dalla loro parte la legge sulla privacy. Che consente alle banche e alle società scarsi controlli sui propri interlocutori. ( Corriere della Sera, 26/6/’99, pag. 49)

 

In Carcere anche il sesso e la pay tv - Rivoluzione in cella: ai detenuti “contatti affettivi” e menù diversificati per religione...in presenza di persona legata da relazione di coppia (coniuge o convivente) vi sarà spazio per la sessualità: Ma non solo... (Corriere della Sera, 24/9/’99, pag. 4)

 

Marco Travaglio: “. Il governo Berlusconi nel suo piccolo nei suoi sette mesi e mezzo, qualche disastro è riuscito a farlo lo ricorderete come il governo dei condoni, il condono per i reati ambientali, il condono per gli abusi edilizi, il concordato fiscale che era un condono per gli evasori fiscali e, ci mancherebbe altro visto chi erano alcuni e autorevoli esponenti di quel governo, ci fu poi un decreto Biondi che stabiliva poi il democraticissimo principio per cui i politici che delinquevano non finivano più in galera mentre i cittadini che delinquevano continuavano a finirci e quindi chi insultava un giudice o un vigile urbano poteva finire in galera ma chi lo corrompeva non finiva più in galera per fortuna questa almeno non passò ma come ricorderete per puro caso.

Poi ci furono delle altre elezioni, ci furono due programmi sulla giustizia davvero alternativi. Io ricordo che nel ’96 alla vigilia delle elezioni del 18 Aprile…si presentarono il Polo e il Centrosinistra con programmi alternativi, io ricordo un libro verde che ho conservato perché molto prezioso di Cesare Previti, intitolato “Il mio programma per la giustizia ­ Un’utopia possibile” nel quale si proponevano alcune cose e io quando lo lessi mi spaventai , speriamo che non vincano questi perché se vincono questi sono capaci di approvarle le leggi che annunciano o minacciano, secondo dei punti di vista, di approvare. Questo libro conteneva, ve la faccio molto breve, tanto capite dove voglio andare a parare, conteneva alcune proposte del tipo: articolo 513 da riformare: nessuno può essere più condannato in un’aula di tribunale, se chi lo accusa non va in aula e non soltanto davanti al PM a contestargli le accuse tutto ciò naturalmente senza l’obbligo che chi accusa prima vada a parlare anche dopo.

Poi c’era una riforma dei pentiti, nella quale si prevedeva che i pentiti hanno un tempo massimo per parlare dopo di che non se ne fa più nulla di quello che raccontano. Poi c’era una riforma dell’articolo 192 che doveva impedire che i riscontri incrociati fra i collaboratori di giustizia potessero essere in qualche modo tenuti in considerazione dai giudici. Per cui stabiliva che  una cosa la dicesse un pentito o la dicano in cento è uguale. Poi chiedeva una drastica riforma del falso in bilancio nel senso che il falso in bilancio non fosse più un reato ma invece una virtù. Chiedeva una riforma dei reati tributari, per fare in modo che la frode fiscale, insomma, ottenesse un atteggiamento tutto sommato comprensivo da parte della giustizia penale. Poi stabiliva: “bisogna considerare assolutamente residuale e sussidiaria la sanzione penale con particolare riferimento per la detenzione in carcere, e qui ci si può sbizzarrire per immaginare quali categorie avrebbero dovuto beneficiare di questa giustizia penale divenuta residuale. E poi si stabilivano tante e tante altre cose.

Il programma del centro sinistra era l’opposto. Leggi anticorruzione, facciamo tesoro di quello che abbiamo visto succedere in Tangentopoli, facciamo in modo che non succeda mai più, aiutiamo i giudici ad accertare meglio, pene più severe, abrogazione di un grado di giudizio, giustizia rapida, efficiente, più mezzi. Beh se voi guardate in questi anni le riforme che sono state approvate sono tutte quelle del libro e di Previti mentre mentre del programma dell’Ulivo non se ne è vista traccia.

Ma allora davvero viene da domandarsi: a che cosa servono i programmi se poi si approvano i programmi dell’avversario e soprattutto che cosa ci stanno a fare gli elettori se, chiamati a pronunciarsi pro o contro qualcuno, votano contro uno credendo di votare davvero contro uno e in realtà poi vedono realizzarsi tutte le leggi di colui contro il quale avevano pensato di votare.”

Convegno “Bisogno di legalità e necessità di giustizia” Alba 2!/10/2000

 

 

 

 

Clandestinità e criminalità extracomunitaria

 

Parla Bruno Tarquini, procuratore generale dell’Aquila: “Frontiere colabrodo”, “La Turco-Napolitano è Volutamente inefficiente (la Padania, 4/2/’99, pag. 3)

 

Di Pietro: “Personalmente sono del parere di rendere più restrittiva su questo punto la nuova legge sull’immigrazione clandestina, prevedendo anche la figura della ‘Permanenza coatta’, una specie di fermo di polizia a tempo indeterminato nei confronti di quei clandestini che si rifiutano di farsi identificare e di indicare l’esatto loro luogo d’origine.” Oggi 26 agosto 1998

 

Tarquini: “Arresto per i clandestini” - Far diventare reato già la sola mancata identificazione, e per esso consentire l’immediato arresto del clandestino... (Corriere della Sera, 22/9/’99, pag. 3)

 

Anche i magistrati, all’apertura dell’anno giudiziario, lanciano l’allarme. Il Procuratore Generale La Torre: “Invasione di clandestini, aumenta il crimine”, “Un’invasione continua”, una aggressione...ai nostri confini”, “Pericolosi intrecci tra immigrati e malavita italiana”, “...di gravità e di dimensioni preoccupanti” (Corriere della Sera, 10/1/’99), pag.5)

 

Immigrati...l’ira dei poliziotti di frontiera: “il governo ci abbandona”, “ Il sottosegretario Masi dovrebbe imbarazzarsi, per l’appoggio che la nuova legge sull’immigrazione da ai passatori...Si facciano un bell’esame di coscienza.” (Corriere della Sera, 6/2/’99, pag. 1 e 16)

 

Siulp (Sindacato unitario lavoratori di polizia): “L’inadeguatezza della legge sull’immigrazione rispetto all’efficacia dell’azione delle forze dell’ordine, in quanto questa non concede di procedere ad immediate espulsioni dei clandestini, nonché di coloro che, seppur dediti ad attività criminose hanno presentato regolare domanda di”regolarizzazione” e sono in attesa di concessione di permesso di soggiorno”

Comunicato stampa Siulp Lombardia 28/1/99

 

Coisp (Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia) “…legge Turco-Napolitano.Una legge che, quando applicata, oltre ad essere assolutamente inefficace nella lotta all’immigrazione clandestina, non risolve il pressante problema della criminalità nelle città…invitando tutti i colleghi ad aderire all’abrogazione della Turco-Napolitano”

Comunicato stampa Segreteria Provinciale di Milano 26/2/99

 

“Guerra agli scafisti - La polizia albanese: sono protetti in parlamento” (la Repubblica, 25/1/’99)

 

Clandestini liberati, allarme di Bianco ­ Espulsioni nel caos. La decisione di un giudice civile di liberare nove immigrati, denunciando la sospetta incostituzionalità dell’”accompagnamento di polizia” oltre frontiera, rischia di mettere in crisi l’intero sistema di lotta ai clandestini previsto dalla legge Turco-Napolitano….Per ora l’ordinanza del giudice Rita Errico riguarda un caso specifico: la liberazione di nove albanesi e romeni che fino all’altro ieri erano “trattenuti” nel centro immigrati di via Corelli a Milano…di fatto tutti gli immigrati sono spariti e ora la polizia li considera tutti “irreperibili”…Favorevole al giudice Errico è la sinistra comunista: Secondo la senatrice ersilia Salvato “l’ordinanza milanese solleva una questione di grande rilevanza: la regolamentazione dei flussi di ingresso non può reggersi su norme che violino i diritti fondamentali della persona”. Mentre l’avvocato e onorevole Giuliano Pisapia invita la Corte costituzionale a pronunciarsi “al più presto” per “ripristinare uno Stato di diritto, che non può permettere discriminazioni sulla base del colore della pelle, della razza o della nazionalità”. Corriere della Sera 4/11/2000, pag. 15

 

 

 

 

Allarmi delle forze dell’ordine

 

Il questore Arnaldo La Barbera: “Noi li prendiamo gli scippatori, e ne prendiamo anche tanti: Ma se poi andiamo a fare un po’ di conti, vediamo che di quelli che arrestiamo una buona parte torna subito in libertà, e un’altra buona parte in galera non ci va proprio...Quanti scippatori tornano liberi? Facciamo prima a contare quelli che restano in carcere: 2 su 10, al massimo 3....lo scippatore che sa di non finire in carcere, torna immediatamente a scippare. Si sente legittimato... per certi versi gli arresti domiciliari rappresentano un alibi per i delinquenti. Mi spiego: qui a Napoli i controlli li facciamo...Ma se un rapinatore, quando gli agenti se ne sono andati, esce, va a svaligiare il tabaccaio all’angolo e subito se ne torna a casa, sta a noi, poi, dimostrare la sua temporanea evasione. E non è facile.” (Corriere della Sera 21/9/1999, pag.2)

 

“Reati in aumento, allarme immigrati” ­ Il procuratore generale della Cassazione [Antonio La Torre] :processi lenti, la giustizia italiana è una Caporetto ­

Giustizia lenta ­ La questione giustizia “deve essere risolta ad ogni costo, con una mobilitazione civile senza precedenti perché senza precedenti è il rischio che incombe sulla Nazione”, ha detto La Torre. E cioè il rischio che l’Unione Europea possa, tra qualche mese, (già siamo stati messi in mora) “adottare a carico dell’Italia la più grave delle sanzioni: ossia la sospensione dal diritto di voto e in pratica emarginarla dal consesso europeo”. Ciò avverrà se la durata dei nostri procedimenti giudiziari continuerà a superare, per raggiungere il verdetto definitivo, i sei anni considerati in tutto il continente la quantificazione concreta del principio di “ragionevole durata” dei processi…come ha dichiarato il presidente dell’ Anm, Mario Cicala, l’Italia “importa procedimenti penali mentre esporta quelli civili”. “Se c’è una controversia di natura civile tra due aziende e una delle due è straniera, si preferisce risolvere il contenzioso all’estero a causa delle lentezze delle procedure italiane. Mentre ­ ha aggiunto Cicala ­ chi vuole commettere un reato cerca di venire in Italia perché le lentezze del nostro processo offrono la possibilità di minori sanzioni” ­ Immigrati ­ Ha detto il pg La Torre ”Un nuovo focolaio di criminalità trova origine o incentivo nell’immigrazione clandestina: e per contrastarla si è rivelato inidoneo il reato di mancata esibizione di documenti di identificazione”…quanto sottolineato dal procuratore generale di Torino che ha criticato la mancanza di un sistema informatico centralizzato che consenta l’immediato riferimento ad una persona delle diverse identità con cui è stata segnalata dalla polizia giudiziaria….  Corriere della Sera13/1/2000, pag. 9

 

 L’ex questore di Milano - Forleo: ma per noi poliziotti resta il conflitto tra garantismo e sicurezza.  Per un Italiano su quattro la vera emergenza è la criminalità. Il Cnel: la paura cresce nel centro-nord Corriere della Sera 11/2/2000, pag.2

 

Basta con gli assassini in libertà - …Il questore Finazzo si è limitato ad un auspicio preciso: 2Speriamo che il ‘Pacchetto giustizia’ in discussione in questi giorni venga approvato al più presto, e che ci siano norme più severe nei confronti di chi ha già violato la legge, norme che consentano di limitare la concessione di benefici per chi ha condanne per gravissimi reati. Ma ora la legge è questa. Corriere della Sera 8/2/2000, pag. 47

 

La lettera dei colleghi fa litigare An e la sinistra ­ E’ stato ricordato in un clima di nervosismo alla Camera il sacrificio dell’agente Vincenzo Raiola, morto due giorni fa in seguito alle ferite riportate in via Imbonati…Filippo Ascierto (An) ha commemorato la figura di un “eroe quotidiano” e ha iniziato a leggere una lettera dei colleghi del poliziotto…”In Italia c’è la certezza della non espiazione della pena…”… Il Giornale 28/5/1999, pag. 45

 

Il capo della polizia: sono preoccupato anch’io ­ Masone: “ La gente ha ragione, ma non è emergenza crimine”. Il sondaggio: cresce la paura al Nord e nei paesi ­ Cordova: “Troppo permissivismo e così si dimentica la camorra”….” Siamo di fronte alla conseguenza del progressivo abbassamento del livello di legalità, dovuto a una serie di fattori concomitanti… L’elenco è lungo: norme sempre più permissive, organici sempre più inadeguati, paralisi della giustizia, smantellamento dei Corpi speciali, vanificazione del pentitismo, mancanza di una pianificazione generale…la microcriminalità non è che un aspetto del fenomeno. E pare che si ignori che nel nostro territorio essa è controllata, o quantomeno autorizzata , dalla criminalità camorristica: quest’ultima chissà perché, passata ora in secondo piano…[l’attenzione delle istituzioni verso l’offensiva malavitosa] Più che a corrente alternata, direi che è ondivaga. Anzi, ciclica…Eppure, quando la situazione di dilagante illegalità esistente nel territorio veniva ripetutamente segnalata e venivano richiesti i mezzi per contrastarla, si registravano, nel silenzio generale, insofferenze e reazioni a tutti i livelli…accelerare i processi…il mezzo è semplicissimo: adeguare gli organici. Questo non è stato mai fatto…[troppi malviventi, una volta, una volta catturati, tornano facilmente in libertà] In gran parte è effetto della doverosa applicazione della normativa di legge vigente…La giustizia può contribuire alla prevenzione, e quindi alla sicurezza, sotto l’aspetto della sanzione. Sempre che questa sia tempestiva e non , com’è adesso, eventuale, remota e, nella peggiore delle ipotesi, estinguibile per prescrizione” Corriere della Sera 24/9/1999, pag.5

 

Il Questore [di Milano n.d.r.] Enzo Boncoraglio: “Tanti arresti, ma pochi restano in cella”, i ladri fermati vengono subito rilasciati. ­ “I furti nei negozi e nelle abitazioni sono aumentati, d’accordo, però sono aumentati pure gli arresti. Ecco, vorrei capire dove stanno le settecento e più persone che abbiamo arrestato in sei mesi…Beh non credo che i furti siano compiuti da gruppi sempre nuovi o da gente che viene dalla luna: se questi entrano ed escono dal carcere perché in galera ci stanno poco e il mese dopo li rivediamo fuori…E’ chiaro che il magistrato ha applicato una serie di leggi e benefici, mica sono abusi, intendiamoci. Però, ci fosse la famosa certezza della pena, mi sa che le cose andrebbero meglio…fenomeni che vanno stroncati subito. Come lo spaccio: la novità preoccupante è l’aumento dello spaccio di cocaina e lo sfruttamento dei minorenni…Anziché marijuana e hascisc, ora fanno spacciare loro roba pesante…sottrarli al mercato…via Barzaghi: il censimento è stato un’iniziativa straordinaria, ha mostrato che duecento nomadi su 448 sono minori…Anche l’irrecuperabile deve essere sottratto alla disponibilità dei criminali, ed è bene assisterlo in patria. In generale non si può invocare la regolarizzazione, anzi si deve parlare d’un allontanamento degli irregolari, di tutti quelli che non hanno titolo…Una cosa è sicura un minore assistito da noi non rientra nel grande giro del traffico e dello sfruttamento…Ci sono persone inserite. Bisogna metterle in condizione di lavorare e produrre un reddito onesto, altrimenti la fame le porta a rubare per forza                                   Corriere della Sera, 14/8/2001, pag.39

 

Fine Prima Parte